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La Roma ritrova la vittoria ma non il gioco. Almeno completamente. Servivano i tre punti contro il Parma e i tre punti sono arrivati ma per lo spettacolo e la concretezza per adesso meglio rivolgersi ad altri lidi.
Fare meglio di Siena per la verità non era impresa impossibile e la Roma nonostante il risultato di uno a zero possa far credere si sbarazza del remissivo Parma di Donadoni senza tanti patemi d’animo.
Gioco non sempre fluido, ritmo compassato e soprattutto una marea di occasioni sottoporta fallite per la maggior parte nella ripresa hanno fatto sì che la partita rimanesse aperte fino all’ultimo istante. Più per i demeriti di una Roma un po’ distratta che per reale convinzione del Parma.
Proprio la formazione gialloblù reduce da cinque risultati utili consecutivi nonché il pareggio con coda polemica di mercoledì con la Juve, si presenta all’Olimpico guardinga con Ferrario al posto di Paletta in difesa, e i due talentuosi ma leggerini Palladino e Giovinco in avanti,a discapito dei granatieri Floccari (ex Lazio nemmeno convocato ) e Okaka ( neo acquisto nonché ex giallorosso ) soltanto in panchina, per una partita improntata soprattutto sulle ripartenze.
Luis Enrique dopo Siena rispolvera Taddei sulla sinistra per uno spaesato Josè Angel e soprattutto ritrova i suoi pezzi da novanta. De Rossi e Gago a centrocampo e Osvaldo in avanti. Fuori i vari Simpilcio, Viviani e un Lamela un po’ giù di tono ultimamente. La differenza si vede e si sente.
La Roma parte subito forte. Aggredisce il Parma impostando la solita partita di proposizione. Giro palla , non velocissimo per la verità e palloni in mezzo per scardinare il muro gialloblù.
Ci si mette anche l’arbitro che intorno al ventesimo non vede un chiaro mani in area di Ferrario su tiro di Gago a botta sicura , ma al 26’ è il solito Borini a decidere il match. Break di Pjanic sulla tre quarti, pallone per Gago che con un tocco filtrante lancia il giovane attaccante emiliano che appena entrato in area di destro fa secco il non impeccabile Mirante.
Sesta rete per il bomberino giallorosso e Roma in vantaggio.
Il Parma veramente poca cosa soprattutto a centrocampo soffre e non poco la qualità del trio giallorosso in mediana. De Rossi e Pjanic coadiuvati da un attento Gago fanno il bello e il cattivo tempo impedendo al Parma qualsiasi tipo di proposizione offensiva.
La Roma amministra ma non accelera .
Solo Rosi prima e Pjanic dopo provano ad impensierire Mirante, così tra pochi sussulti e qualche sbadiglio di troppo si chiude un primo tempo non entusiasmante.
Nella ripresa la Roma decide di aumentare ritmo e giri,così al sesto è Borini a sfiorare il raddoppio servendo un pallone d’oro ad Osvaldo anticipato di un soffio da Mirante. Sul capovolgimento di fronte il solito contropiede stavolta unico pericolo della gara per la difesa romanista , porta l’ex di turno Okaka ( subentrato al fantasma di Palladino) che tutto solo calcia addosso ad un attento e reattivo Stekelemburg in uscita.
Sventata la beffa , la Roma si ricompone , e cerca in tutti i modi di chiudere i conti. Ma Totti in area fa tutto bene , tranne la conclusione finale di poco alta sopra la traversa. Occasione sprecata per la Roma per raddoppiare e per il capitano giallorosso di festeggiare la sua 770sima presenza da professionista ( evento ricordato prima del match con una targa a sorpresa consegnata dal dg romanista Baldini al giocatore).
Luis Enrique in panchina non è soddisfatto, le occasioni non concretizzate sono sempre messaggi negativi, per una vecchia legge del calcio del gol fallito , gol subito quasi sempre puntuale . Ma non oggi. Infatti il Parma visto all’Olimpico è davvero poca cosa per impensierire una Roma non troppo spettacolare ma quadrata e ordinata soprattutto a centrocampo e in difesa con un De Rossi ritrovato e un Heinze sugli scudi e sempre più leader difensivo.
Entrano Bojan , Lamela ( un po’ svogliato) per Osvaldo ( volitivo ma ancora un po’ in ritardo di condizione) e l’ex oggetto misterioso Marquinho unico risultato di un mercato invernale alquanto deludente per i tifosi giallorossi.
Tre nuovi innesti , ma cambiando l’ordine dei fattori il risultato appunto…non cambia. In tutti i sensi. Uno a zero è e uno a zero sarà.
Infatti al festival dei gol mancati i neo entrati si iscrivono subito. Due volte Lamela calciando addosso a Mirante in uscita , una Bojan colpendo in pieno Ferrario da ottima posizione e addirittura Marquinho imbeccato da un lancio di Totti, il brasiliano tutto solo fallisce l’esordio in maglia giallorossa con gol, facendosi neutralizzare la sua conclusione da un reattivo Mirante in uscita.
Ai tre punti ritrovati che rilanciano la Roma in zona Champions league visti anche i risultati deludenti delle altre concorrenti la Roma continua anche la sua ossessiva rincorsa ad una regolarità di rendimento ancora lontana. L’altalena di risultati di questo periodo hanno portato la squadra giallorossa ad essere una creatura alquanto inaffidabile e sempre pronta a sorprendere i propri tifosi nel bene o nel male.
Ad una formazione che con i ritrovati Gago e De Rossi a centrocampo , acquista filtro in mediana e sicurezza soprattutto in difesa, fa eco però una certa superficialità e poca cattiveria nel reparto d’attacco dove le occasioni fallite hanno colpevolmente permesso ad un Parma assai mediocre e sfiancato dall’impegno di mercoledì con la Juventus di rimanere ancorato al match fino all’ultimo.
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