Intervista al candidato alla Segreteria PD Roma Orlando Corsetti Stampa E-mail
Scritto da Vladimyr Martelli   
Mercoledì 24 Novembre 2010 12:06

1) Preliminarmente le chiediamo cosa “fa nella vita” ossia quali incarichi politici ricopre e quale è il suo lavoro.

Attualmente ricopro la carica di Presidente del Municipio Roma Centro Storico e sono un dirigente in aspettativa di una società che si occupa di energie alternative.

 

2) Quali sono i punti programmatici della sua candidatura, o meglio quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a candidarsi alla segreteria politica del PD romano?

Questa mia scelta non è maturata nelle “stanze” del partito dopo attente riflessioni sulle varie correnti e sulle possibili strategie per raggiungere il maggior numero di voti ma è stata frutto di un vero e proprio slancio emotivo.

Io ho creduto e credo tutt’ora in questo partito che, però, sembra schiacciato dai soliti personalismi e giochi di potere con cui è per me impensabile convivere; sono stanco di vedere prevalere le discussioni interne rispetto ai programmi politici che dovrebbero disegnare il futuro del nostro Paese che, in questo momento, ha bisogno di tutta la nostra attenzione. Ecco, la mia candidatura vuole essere una risposta a tutti coloro, me in prima persona, che vogliono vedere politici nuovi che antepongono alle logiche di partito la volontà di contribuire alla risoluzione dei problemi che affliggono, sempre di più, sia il partito che la città di Roma.

3) Il PD all’esterno è visto come un partito dalle molte anime e correnti. Il caso di Milano sembra essere l’emblema di come un partito diviso può esprimere dei candidati che non hanno il consenso della maggioranza degli elettori, anche se in ultima analisi la vittoria di Pisapia è stata accolta con favore ed unità da tutto il centro sinistra. Da dove può e deve ripartire il PD a Roma? Quali sono le priorità?

In questi anni il Partito democratico ha girato su se stesso, incapace di comprendere la ragione politica della sconfitta del 2008 nel confronto con Alemanno. Per questo bisogna ripartire da qui e sollecitare una riflessione più adeguata rispetto alle tante spiegazioni occasionali e frammentarie. Solo questo percorso, con la presa di coscienza dei limiti del gruppo dirigente, può aiutare a far sì che la proposta dei democratici riformisti metta nuovamente radici nel tessuto civile di Roma. La mia sfida allora è questa: riprendere in mano il programma di Rutelli candidato sindaco e usarlo, a distanza di due anni, come tavola di paragone per allineare errori e potenzialità, guardando con ottimismo al futuro. Se il congresso offrirà agli iscritti e ai delegati l’opportunità di chiudere definitivamente un ciclo politico che ha visto la decadenza della dignità della politica, non mancherà certo il riscatto per tornare a parlare con autorevolezza e capacità di persuasione ai diversi ambienti della città.

4) La crisi politica nazionale è alle porte. Il Governo Berlusconi potrebbe “cadere” con effetti collaterali anche sul governo della città di Roma. Se ciò accadesse, quale può essere la strategia da mettere in campo da subito?

Il PD deve essere in grado di guardare al futuro in maniera costruttiva e propositiva avviando da subito una consultazione politica a carattere partecipato, attraverso le primarie, per individuare il candidato Sindaco che dovrà sedere alla futura cabina di regia della capitale.

Credo ci siano le condizioni perché il Partito Democratico possa lanciare a Roma la sua sfida vincente, attraverso un nuovo gruppo dirigente che con coraggio e dedizione riattivi un dialogo di fiducia con un vasto elettorato.

5) Cosa si deve fare per rendere il partito più vicino ai problemi dei cittadini romani anche nell’ottica di riavvicinare le persone alla vita ed alla passione politica?

Credo che, adesso più che mai, siamo chiamati a dare delle riposte ai nostri elettori e a tutti i cittadini e questo congresso può essere un momento di svolta in cui definire qual è l’idea di Roma, città che merita una guida sicura, ferma e propositiva in grado di costruire una nuova Capitale che sappia essere al pari delle altre capitali europee.

Due le mete da raggiungere nei prossimi anni: il rafforzamento e la crescita del Partito confermando da un lato quanto di valido abbiamo fatto sino ora e dall’altro proseguendo nella sviluppo del partito romano, alla cui guida spero vada il candidato che avrà intercettato, attraverso il suo programma, i reali bisogni di questa città: ho la certezza che questa sia la volontà della maggioranza degli iscritti, di tutti coloro che parteciperanno al congresso e di tutta la città.

 
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