| Intervista al candidato alla Segreteria PD Roma Eugenio Patanè |
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| Scritto da Vladimyr Martelli |
| Mercoledì 24 Novembre 2010 12:00 |
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Sono laureato in Giurisprudenza ed esercito la professione di Avvocato dal 1997 occupandomi prevalentemente di Diritto Civile. Attualmente non ricopro incarichi politici essendo scaduto il mandato come membro dell’esecutivo del Pd romano.
2) Quali sono i punti programmatici della sua candidatura, o meglio quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a candidarsi alla segreteria politica del PD romano?
Ritengo sia giunto il momento di rompere gli schemi, di superare gli steccati e i recinti, che anche all'interno del nostro partito si sono creati nel tempo, ereditando divisioni appartenenti a storie precedenti al Pd. C’è bisogno di dare discontinuità con le vecchie gestioni, di dare vita ad un Pd aperto che sia in grado di comprendere i grandi fenomeni di trasformazione che stanno interessando la città. Lo slogan che ho scelto per questo congresso è ‘Nuovi colori per Roma’: tanti colori, come le tante culture, esperienze e interessi legittimi che devono stare insieme. Cercheremo di rappresentarli con la nostra lista anche al di là del congresso. Il Pd è nato con l'ambizione di unire finalmente culture diverse come quella ambientalista, laico-riformista, libertaria e cattolico-democratica, affinché trovino finalmente una unica casa dentro il partito che abbiamo desiderato e costruito. Ho scelto di candidarmi per queste ragioni, con l’intenzione di dare un umile contributo e sollecitare una riflessione più attenta, che parta da contenuti e proposte, al fine di fare emergere utili differenze di merito e di prospettiva.
3) Il PD all’esterno è visto come un partito dalle molte anime e correnti. Il caso di Milano sembra essere l’emblema di come un partito diviso può esprimere dei candidati che non hanno il consenso della maggioranza degli elettori, anche se in ultima analisi la vittoria di Pisapia è stata accolta con favore ed unità da tutto il centro sinistra. Da dove può e deve ripartire il PD a Roma? Quali sono le priorità?
Come detto sopra, Il Pd è nato con la grande ambizione di unire culture ed esperienze diverse, ma non credo che finora abbiamo sufficientemente creato una comunità. Troppo spesso, al contrario, si è pensato a frapporre recinti tra noi e gli altri. Servono ponti tra noi e chi la pensa diversamente, tra i nostri interessi e quelli diversi. Prima che si avviasse la fase congressuale qualcuno nel partito voleva spingere il tasto 'Replay', con una discussione non su come cambiare il partito, ma sugli spazi da occupare. Io mi sono candidato per fare in modo che si spinga il tasto ‘Reset’ e si riparta: fermiamoci un attimo e cambiamo il Pd: c’è bisogno di un franco confronto di idee, magari originali, e di fonderle in uno spirito unitario. Questo ci chiedono i nostri elettori e l’intera città e questo dobbiamo necessariamente fare.
4) La crisi politica nazionale è alle porte. Il Governo Berlusconi potrebbe “cadere” con effetti collaterali anche sul governo della città di Roma. Se ciò accadesse, quale può essere la strategia da mettere in campo da subito?
Il congresso romano del Pd è un passaggio importante non solo per scegliere assetti e ruoli, ma anche perché deve decidere il percorso del Pd verso le elezioni comunali e provinciali e deve sciogliere alcuni nodi centrali: quale modello di città vogliamo costruire, quale percorso politico da qui al 2013, con quali alleanze presentarsi alla città. Per noi sostenibilità ambientale, green economy, innovazione, riqualificazione della città, servizi e diritti della persona, diritto alla mobilità, governance amministrativa e politica: queste sono le priorità e le questioni che vogliamo introdurre nella discussione interna al partito.
5) Cosa si deve fare per rendere il partito più vicino ai problemi dei cittadini romani anche nell’ottica di riavvicinare le persone alla vita ed alla passione politica?
Dobbiamo, come detto precedentemente, mostrare unità di intenti e non dare all’esterno l’immagine di frammentazione di questi ultimi tempi. E c’è bisogno di riacquisire quella capacità di stare sul territorio e ascoltare le esigenze dei cittadini, le loro ansie, le loro paure, la loro voglia di cambiare, con il nostro supporto e quello delle istituzioni, questa città. Una città che l’attuale sindaco aveva promesso di migliorare sotto tutti i punti di vista: sicurezza, alloggi, viabilità, trasporti, sostenibilità, ma che in realtà sta sprofondando pericolosamente, giorno dopo giorno, tornando ai suoi anni più bui. |



