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Scritto da Marco Dionisi   

A Monti non si parla d'altro. E come potrebbe essere diversamente. Un episodio deplorevole quello accaduto poco dopo le due del mattino del 25 giugno, che ha gettato nello stupore l'intera comunità monticiana, decisamente non avvezza a vivere i fatti di cronaca all'interno del proprio amato Rione.  Monti, il Rione della romanità, quella di una volta, vissuta tra i vicoli caratteristici e piazza Madonna dei Monti, ma anche il Rione dell'integrazione tra studenti, turisti e residenti e delle feste popolari all'insegna della tradizione e della pura goliardia organizzate tra mille cavilli burocratici dall'Associazione Rione Monti. Per una notte, però, Monti è stato il Rione della cronaca, il luogo deputato di un assurdo pestaggio che ha colpito un ragazzo di 29 anni, ora in coma nel reparto di rianimazione del San Giovanni. Un fatto increscioso, da condannare, come condannati vanno gli aggressori, autori di un gesto che non appartiene affatto a uno dei luoghi più belli e vivibili della nostra città.

Già da tempo, Cronaca di Roma-Monti, nel suo piccolo, ha ribadito la propria vicinanza alla famiglia Bonanni, con il vivo augurio che, al più presto, tutto il Rione possa rivedere tra le proprie strade quel ragazzo che ora lotta tra la vita e la morte. Un atto dovuto nei confronti di chi, tra musica e passione, rappresenta la parte positiva di Monti. Altrettanto, però, siamo costretti a stigmatizzare con forza un episodio di violenza che, come detto in precedenza, non appartiene a questa comunità, ma che ha costretto la stessa, tra l'assalto mediatico e le affermazioni di alcuni politici a caccia del consenso popolare, a vivere nella colpa, quasi nella vergogna, consapevole di sentirsi parte di un pestaggio increscioso. E' forse questo uno scotto da pagare. Una giusta punizione per ciò che è accaduto. Ma chi a Monti abita, lavora e decide di trascorrere il proprio tempo nel pieno rispetto delle regole (gente per bene che ripudia la violenza) non può accettarlo. Addossando forzatamente un episodio sì increscioso, ma allo stesso tempo isolato, alla movida notturna e a qualche schiamazzo di strada, si è arrivati a sostenere che questo Rione sia terra di nessuno, il luogo dell'illegalità e della violenza, delle aggressioni e delle bande organizzate. Niente di più falso. Ecco allora che Cronaca di Roma, vivendo il territorio e trattandone apertamente senza censure, né timore alcuno la quotidianità, pur ripudiando ogni forma di violenza, rispedisce al mittente il fango gettato addosso al Rione, sostenendo con forza che Monti è pronto a rialzare il capo all'insegna della legalità, del quieto vivere e della fratellanza e nulla, neanche un gravissimo episodio di sangue, può togliere a questa splendido luogo la fama del " piccolo paese" nel centro di Roma. Un'oasi di botteghe storiche e trattorie di vecchio stampo, dove fino a tarda notte si può ancora passeggiare senza alcun rischio.

 

 

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