| La sosta selvaggia e le buche. Una giornata come le altre per le vie di Roma |
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| Scritto da vladimyr martelli |
| Lunedì 23 Maggio 2011 15:43 |
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Un cambio di programma improvviso. E allora come molti fanno, per muoversi nelle grandi città quando c’è traffico, a volte è meglio percorrere a piedi il tratto di strada che ci separa dalla meta. Fermata Metro B Circo Massimo. Una chiamata. Cambio appuntamento. Ci vediamo a Largo Argentina. Breve calcolo, autobus, metro, taxi? Perché non andare a piedi? Ma sì. Via del Circo Massimo, Piazza Ugo la Malfa e poi giù fino all’incrocio con il lungotevere Aventino, Isola Tiberina, Ponte Garibaldi, Via Arenula, Largo Argentina. Passeggiata bella, vista Circo Massimo e Terme di Caracalla (alle spalle), Santa Maria in Cosmedin, Bocca della Verità, I Municipio (Via Petroselli) sullo sfondo, Sinagoga, e di fronte il Cupolone, e poi altre bellezze. Ma di passo in passo la pianificata passeggiata culturale si trasforma in rabbia e sdegno. Il motivo? Si potrebbero dire molte cose, ma forse è meglio far parlare le foto (cliccare sul link foto). La città dalle 8,30 di mattina è ostaggio, perdonata la quasi rima, della sosta selvaggia. Se ne parla molto ma, purtroppo, le strade del più bel centro storico del mondo si trasformano nella terra di nessuno dove tutti sembra che siano autorizzati a parcheggiare come e dove vogliono. E non si ha paura di infrangere le regole. Ed allora evviva i telefonini che possono scattare le foto. Ne ho fatte un po’ proprio per comunicare quel senso di disagio che ho provato la scorsa mattina. Le foto sono inserite in ordine seguendo quel percorso che avevo deciso di fare. Il caos, la giungla è all’altezza del lungotevere Aventino incrocio Santa Maria in Cosmedin. Sul lungotevere c'è una via sulla destra prima del cosiddetto ponte all'inglese e lì la doppia fila è la prassi. E si parcheggia, evviva, tutti in curva, che problema c'è? Sul lato sinistro prima dell'isola Tiberina, c'è un divieto di sosta con rimozione, bene ... allora perchè non parcheggiare? Lato destro all'altezza degli uffici comunali. Sul marciapiede c'è chiaramente esposto il divieto ... più in là c'è una autorizzazione al parcheggio per le auto di servizio, e invece... Facciamo ancora due passi. Altre auto in curva? E che problema c'è? Inizia il parcheggio riservato ai disabili. Su 12 parcheggi riservati, due non avevano esposto il permesso per disabili. A questo punto credevo di più, ma comunque... E allora si usa la fantasia, si espongono foglietti, permessi sosta per medici, oppure nulla ... Ancora due passi e si arriva a Via Arenula. E qui la situazione è fantastica. A due passi dal Ministero della Giustizia dove esistono divieti in tutte le salse, addirittura si parcheggia anche sui marciapiedi, in una strada dove a malapena riescono a passare gli autobus, oppure, e perchè no, si parcheggia sulle strisce pedonali (questo tipo di sosta mancava al tour che stavo facendo). A largo Argentina, poi, il parcheggio è la routine, anche per chi non espone il permesso per disabili. Dopo l'appuntamento si va verso Piazza Venezia. Arrivati vicino a Palazzo Valentini, altezza Via IV Novembre, la situazione è la stessa. Moto parcheggiate sui marciapiedi o in sosta sulle strisce pedonali. Nel pomeriggio, invece, una piccola passeggiata per le vie di Acilia, Municipio XIII, ci aiuta ad avere anche una serata da brivido. E' meglio camminare lungo la strada, con le macchine che ti sfrecciano accanto, perchè i marciapiedi sono pieni di insidie e buche, e la rassegnazione si legge sulle facce degli anziani e dei disabili che la percorrono. Le ultime foto ne sono la prova: Via Gino Bonichi, all'altezza dell'incrocio con Via Alberto Galli, sembra essere una zona di guerra, i marciapiedi sono pieni di voragini e l'asfalto non c'è più. La situazione, ci dice un abitante del luogo, è paradossale. I lavori sono stati fatti svariati anni fa a Via Alberto Galli e a Via Gino Bonichi no. E proprio in quest'ultima via si fa il mercato all'aperto il martedì e il venerdì, con i camion dei venditori che parcheggiano tranquillamente sui marciapiedi, o su quello che ne rimane, devastando e creando voragini sempre più profonde. E chi deve provvedere? In fondo la crisi, la situazione economica precaria, i soldi non ci sono più, le litanie le conosciamo. E le regole, e la sicurezza dei cittadini ed in particolare dei più deboli? Per favore chiediamo di essere sbugiardati, diteci che tutto questo non è vero e che se anche fosse vero domani verrà tutto ripristinato nel segno della legalità, della sicurezza, ecc. ecc. Ma per favore ditecelo.
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