Politica
Egregio Presidente Stampa E-mail
Scritto da vladimyr martelli   
Domenica 13 Novembre 2011 22:19

In piena facoltà, Egregio Presidente
ci vogliamo tenere fuori dal tifo da stadio dopo le dimissioni di Berlusconi, anche perché è arrivato il momento di cercare di non parlare più di Berlusconi. E’ chiaro che bisogna ora depuraci dal berlusconismo, che è un’altra storia. Oggi è arrivato il momento di sottolineare cosa bisognerebbe fare.  L’ottica dalla quale si guardano le cose deve cambiare. Bisogna schierarsi ed allora bisogna stare dalla parte degli ultimi, di chi non arriva a fine mese con il proprio stipendio, di chi è povero e non sa cosa fare, di chi è straniero, di chi è anziano: la realtà avrà un’altra luce. Queste cose ce le hanno insegnate molti. Tra tutti un tal Don Milani. Ma veniamo ad alcuni particolari.  Non vogliamo riforme e provvedimenti che, come qualcuno ha già detto, sono  macelleria sociale.  Le cose da fare sono molte e sicuramente in tanti stanno dicendo la loro in questo momento: tecnici, giornalisti, politici, gente comune.
Caro Presidente, per avere equità bisogna subito colpire i privilegi, perché questo significherebbe dare l’esempio. Se vogliamo chiedere sacrifici a tutto il paese i primi sacrifici vanno richiesti alle varie caste, padreterni , ecc., ecc., che popolano la nostra società.
Solo alcuni esempi.
E’ l’ora di una patrimoniale, ovvero un’imposta che tenga conto della ricchezza complessiva di un soggetto, cioè del suo patrimonio mobiliare e immobiliare.
E’ l’ora di chiedere sacrifici seri ai nostri parlamentari. La pensione dopo 5 anni di legislatura è un’offesa verso chi lavora una vita. Bisogna estendere il sistema contributivo anche ai deputati e senatori; pertanto gli anni di legislatura effettuati si andranno a sommare, così come oggi lo è per tutti,  al montante contributivo della singola persona, magari prevedendo una diminuzione della quota che va nel medesimo montante. La pensione dovrà arrivare, con tale modalità nuova di calcolo, nei tempi previsti per tutti gli altri lavoratori.
E’ l’ora di chiedere contributi a chi ha pensioni elevate, a chi cumula più pensioni, a chi ha la baby pensione, a chi con il sistema retributivo percepisce una pensione molto più elevata di chi andrà in pensione con il sistema contributivo (ovviamente da una certa soglia). E l’ora di unificare il sistema pensionistico per tutti ed in particolare per i parlamentari, consiglieri regionali, ecc. ecc.
E’ l’ora di colpire gli alti burocrati, che grazie al fuori ruolo cumulano più stipendi e maturano anzianità in posti di lavoro che non frequentano più da anni (ad esempio al Consiglio di Stato, e nella magistratura in genere) maturando stipendi sempre più cospicui che si sommano agli stipendi che prendono come Capi di Gabinetto, Capi di Uffici legislativi, Presidenti di autorità, ecc.ecc.
E’ l’ora che chi è eletto al Parlamento non deve svolgere altra attività lavorativa. Basta con i parlamentari che continuano a fare gli avvocati, i giornalisti, gli imprenditori, i presidenti di credito cooperativi; parlamentari che non hanno un codice deontologico, perché non approvato dalle camere, e che presentano leggi pro società nelle quali siedono nei consigli d’amministrazione. 
E’ l’ora di dire basta ai doppi, tripli, quadrupli incarichi retribuiti che si cumulano sempre sui soliti notabili.
E’ l’ora di diminuire il gap tra gli stipendi  dei dirigenti e quello degli impiegati (in particolare nel pubblico impiego dove esistono regole non omogenee). Si faccia un giro sui portali delle amministrazioni pubbliche, sezione trasparenza, e vedrà cifre iperboliche dei vertici delle amministrazioni, che spesso sono poco trasparenti perché ad esempio nascondono le indennità di risultato della dirigenza.  
E’ l’ora di togliere quella regoletta (Dpr 22 dicembre 1986 n. 917) che permette a quelli che fanno donazioni ad un partito politico di ottenere sconti fiscali superiori a chi dona gli stessi soldi ad una organizzazione umanitaria.
Caro Presidente il primo atto da fare, e scusi l’arroganza, forse non è emanare nuovi provvedimenti dai contenuti più disparati bensì è quello di emanare una legge che abroghi molte delle cose che abbiamo scritto o tante altre che sono intrise di ingiustizie varie.
Egregio Presidente, forse è il caso di chiamare la Gabanelli, Rizzo e Stella, e per par condicio magari anche Mario Giordano. Le trasmissioni ed i libri che hanno scritto sono sicuramente un punto di riferimento per sapere cosa bisogna cambiare.
Lo sappiamo, le cose da fare sono molte, e la politica dovrebbe prendersi queste responsabilità. Ma a volte non stare nell’arena politica, essere super partes perché tecnico, o perché come Napolitano si deve essere istituzionalmente dalla parte del popolo, nella sua interezza, può dare la forza di fare pulizia di norme che gridano vendetta per la loro iniquità.
Egregio Presidente, non ce l’abbiamo con Lei, ma per prima cosa ci dia l’esempio, magari rifiutando l’indennità di Presidente del Consiglio, le macchine, i voli di Stato gonfiati per appuntamenti personali,  le sontuose scorte.
Caro Presidente, per favore, ci faccia sognare

 
Gli sprechi della Regione Lazio Stampa E-mail
Scritto da vladimyr martelli   
Martedì 18 Ottobre 2011 11:15

L’inchiesta è di Sergio Rizzo di qualche giorno fa ed è stata pubblicata sul Corriere della Sera. Oramai sono così tante le notizie sugli sprechi di quella che lo stesso Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella hanno chiamato la casta che, scusate la cacofonia, non fanno più notizia. E la gente comune, il normale cittadino, non ci fa più caso o non ci vuole fare più caso forse per evitare un malessere di fondo che fa vivere male. E’ l’effetto Report, la nota trasmissione di Rai 3 condotta dalla meravigliosa Gabanelli. La si vuol vedere ma è immancabile, alla fine, un senso di rabbia, spaesamento, tristezza, meraviglia per l’egoismo, la voracità, il menefreghismo delle regole comuni, delle leggi, di alcuni rappresentanti delle istituzioni e/o di alcuni alti burocrati dello Stato. Il sapere ci fa star male fisicamente ed allora la settimana dopo ci si pensa due volte prima di assistere ad un'altra puntata. Insomma si scappa dall’informazione per star meglio perché alla fine non è la notizia che ti fa male ma è il fatto che nessuno, o meglio chi dovrebbe far qualcosa, non vuole fare nulla. Il portare alla luce alcune nefandezze dovrebbe comportare subito una reazione, uno sdegno, una serie di contromisure per salvare il salvabile e la dignità collettiva, ma questo puntualmente non accade. E’ ovvio che noi non crediamo a tutto ciò, noi crediamo nella forza dell’informazione  e nel suo potere intrinseco e rivoluzionario. Ma andiamo ai fatti.
Una piccola premessa. La Regione Lazio, così come il Comune di Roma,o meglio Roma Capitale, non stanno messe bene dal punto di vista del bilancio. Le informazioni che si hanno è che la Regione Lazio sembra aver bloccato qualunque pagamento verso i fornitori fino al 31 dicembre 2011 per mancanza di liquidità. Intanto, però, i consiglieri, tutti tranne uno, fanno parte di una delle 20 commissioni create dalla Giunta Polverini che ha voluto accontentare tutti e specialmente la sua maggioranza che come si sa ha avuto qualche problema durante lo start up della consiliatura. Un semplice Consigliere regionale  prende 4.252, 35 euro netti per la funzione che svolge più un’indennità netta di 3.503,11 euro, per un importo mensile di 7.755 euro e 46 centesimi. A questi vanno sommati alcuni benefit come i rimborsi chilometrici, ed altro. I presidenti delle Commissioni prendono circa 891 euro netti al mese in più, i vice presidenti delle commissioni, che sono 38 ne prendono 594 di euro netti in più al mese. Poi ci sono tre consiglieri segretari a cui spetta lo stesso bonus dei presidenti di commissione, come spetta, altresì, ai 15 capigruppo. Per fare due conti,  in difetto e non in eccesso: 38 consiglieri/membri dell’esecutivo con il bonus mensile netto di 891 euro e 38 consiglieri/membri dell’esecutivo con il bonus mensile di 594 euro. Ogni anno questi cittadini eletti dal popolo per essere rappresentati e ben gestiti tolgono  alle casse regionali altri 677.160 euro (e come dicevamo è un calcolo per difetto perché la cifra è sul netto e non sul lordo dei compensi che prendono), per svolgere funzioni alle quali per legge e per elezione sono chiamati ad adempiere. E l’opposizione?? Mah, qualche denuncia, qualche comunicato stampa. Intanto pure loro hanno qualche vicepresidente e qualche presidente. E’ chiaro a tutti che i segnali devono essere altri, forti e di totale disaccordo con tale politica delle spartizioni e dei gettoni distribuiti per premiare. Non è più il momento di sprechi e privilegi, quindi si devono cambiare le regole sulle prebende, o meglio abolirle, magari riconsegnando gli incarichi o non accettando alcun emolumento proprio perchè non si condividono certi metodi. Intanto il governo nazionale risponde eleggendo 2 nuovi sottosegretari e 2 nuovi viceministri (con relativi aumenti di stipendio), nel momento che è stata scongiurata la sfiducia all’esecutivo. La radice è la stessa: premiare e premiarsi con i soldi dei contribuenti dando potere in un momento di forte crisi economica che dovrebbe spingere coloro che ci governano a dare il buon esempio. Ma questa sembra essere ancora una favola...

 
Approvata la legge di assestamento della Regione Lazio con strascichi polemici Stampa E-mail
Scritto da vladimyr martelli   
Venerdì 12 Agosto 2011 11:18

Il 6 agosto scorso è stato approvato dal Consiglio regionale del Lazio, l’assestamento di bilancio e le relative norme collegate. L’approvazione è avvenuta con il dissenso dell’opposizione che ha abbandonato l’aula dopo l’annuncio che la maggioranza avrebbe votato il maxiemendamento alla proposta di legge n. 230. Ma cosa è stato votato? La citata proposta di legge, concernente "Disposizioni collegate alla legge di assestamento del bilancio annuale e pluriennale 2011-2013 della Regione Lazio" si compone, dopo il maxiemendamento, di un solo articolo, vale a dire il subemendamento sostitutivo di un emendamento della Giunta, composto di 172 commi. Il testo contiene le norme dei quarantotto articoli del testo iniziale più altre inserite successivamente. Tra queste, una norma per gli accreditamenti delle strutture sanitarie, un'altra ancora in sostegno delle condizioni di vita dei carcerati, e ancora norme sull'e-government e l'ambiente. E ancora 250 mila euro per le politiche carcerarie, per un totale di 750 mila euro di stanziamento con il relativo aumento del 10%. La creazione del  Burl telematico,  modifiche della norma sull'accreditamento, su indicazione del ministero della Salute, abrogazione della legge sull'apprendistato regionale, perchè in conflitto con la norma nazionale, è c’è anche una norma in favore del quartiere romano dell'Esquilino, l'istituzione di un Albo delle manifestazioni culturali e storiche in cui vengono utilizzati gli animali (come i Palii tradizionali), e che riceveranno contributi regionali, 1,5 milioni per l'impianto sportivo di Rieti, in vista dei campionati europei del 2013. Inoltre abbiamo l'anticipazione dei tempi per l'applicazione del Piano casa; questo significa che si potrà partire con gli ampliamenti del 20% delle abitazioni già dal 15 settembre. Insomma un po’ di tutto ed anche un po’ di più. Ed i tagli ai costi della politica? Forse abbiamo letto male ma non ci sembra che ve ne siano di sostanziali. Tagli ai vitalizi? Macchè? L’unica Regione che lo ha fatto è l’Emilia Romagna. Intanto però si trovano soldi per la Fondazione Zeffirelli, appena 500mila euro per il 2011 ed invece  per promuovere la “fondazione museo vittime del terrorismo” bastano 50mila euro. Esistono anche misure giuste quali i 6 milioni di euro destinati al Fondo di garanzia per la salvaguardia dei lavoratori coinvolti da crisi aziendali ed altri 5 milioni per il Fondo di garanzia per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiato. Sul versante della formazione è previsto un finanziamento di 500 mila euro delle borse di studio per i figli di lavoratori svantaggiati. Importanti interventi sono previsti per le infrastrutture della Regione: 17 milioni per la Orte-Civitavecchia (per arrivare ai 117 necessari), un fondo da 5 milioni di euro per prevenire il rischio di dissesto finanziario dei comuni del Lazio. E poi ci sono piccole “chicche” per gli addetti ai lavori. L’art. 25 del PL 230 incide notevolmente sulle competenze delle Province nel settore del Turismo e sul destino delle Aziende di promozione turistica. Mentre le APT vengono trasferite sostanzialmente alla Regione, con tanto di risorse umane e strumentali ed immobili, alcune competenze che queste esercitavano (vidimazione, raccolta e pubblicazione delle tariffe delle strutture ricettive, attribuzione della classifica alle stesse e raccolta ed elaborazione dei dati sul movimento turistico delle strutture ricettive con l’ausilio dei Comuni) sono ormai incardinate nelle Province, con il caso Roma che rappresenta, vista la mole di turisti e di strutture ricettive presenti, un caso a parte ed anche un’incognita.
Quando il tutto diventerà ufficiale? A fine agosto, quindi, per il momento, buon ferragosto a tutti, e speriamo anche per chi non si può permettere una vacanza.

 
Eletto Miccoli Segretario del PD romano. La soddisfazione degli sfidanti per i risultati raggiunti dalla rispettive liste Stampa E-mail
Scritto da Vladimyr Martelli   
Venerdì 03 Dicembre 2010 17:19

 

 

Le votazioni nei 140 circoli romani sono terminate e il vincitore che succederà a Riccardo Milana, dimissionario dalla primavera scorsa, come Segretario del PD romano è Marco Miccoli, attualmente consigliere provinciale e coordinatore pro tempore del partito a Roma. I suoi competitor, come i lettori sanno, sono stati Eugenio Patanè e Orlando Corsetti, attualmente Presidente del I Municipio. Miccoli sembra aver ottenuto (nel momento in cui stiamo scrivendo questo articolo i dati sono ufficiosi e non ufficiali) quasi l’80% dei consensi. Il congresso del PD romano e le elezioni hanno registrato una convergenza sul nome di Miccoli di varie aree del partito, ed in particolare di quella bersaniana, dell’area dem e di quelle che fanno riferimento a Veltroni e ad Ignazio Marino.

 
Intervista al candidato alla Segreteria PD Roma Marco Miccoli Stampa E-mail
Scritto da Vladimyr Martelli   
Mercoledì 24 Novembre 2010 12:10

1) Preliminarmente le chiediamo cosa “fa nella vita” ossia quali incarichi politici ricopre e quale è il suo lavoro

Attualmente faccio politica a tempo pieno e sono Consigliere Provinciale del Partito Democratico. Per 24 anni ho fatto l’operaio ed ho fatto anche sindacato presso la CGIL. Sono coordinatore pro tempore di Roma per il PD, fatto che mi ha spinto poi a candidarmi per la segreteria del PD a Roma

 
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