| L’occupazione nella Provincia di Roma |
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| Scritto da vladimyr martelli |
| Domenica 15 Maggio 2011 22:48 |
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Continuano le nostre inchieste sul lavoro. Quale è la situazione nella Provincia di Roma? Il lavoro, l’occupazione, negli ultimi trent’anni ha subito delle consistenti modifiche. Il lavoro subordinato a tempo indeterminato è consistentemente diminuito ed ha lasciato spazio a nuove figure giuridiche a metà tra la subordinazione e l’autonomia. Purtroppo, in Italia attualmente non è ancora disponibile uno studio in merito. Una ricerca recente è stata presentata dall’assessorato al lavoro e formazione della Provincia di Roma con riferimento all’area metropolitana di Roma. I dati che riguardano la Provincia di Roma sono certi: oltre il 90% delle imprese ha meno di tre dipendenti e il lavoro autonomo si concentra per il 30% nel settore del terziario avanzato ed è fatto di piccole e piccolissime imprese, spesso a gestione familiare, o addirittura formate da una singola persona. Esistono però anche figure come freelance, collaboratori e consulenti, che vivono, o sopravvivono, in una zona grigia senza garanzie per il futuro”. L’Assessore Smeriglio sottolinea il fatto che per queste figure di ‘precari’ sarebbe necessario delineare “un quadro di riferimento normativo in grado di individuare soluzioni che mettano insieme gli aspetti contrattuali e le misure di politiche attive, al fine di aiutare concretamente questi lavoratori, molti dei quali non più giovanissimi, a essere o quantomeno a diventare cittadini con dei diritti a tempo indeterminato". Nell’area della provincia di Roma esiste un bacino di circa 320 mila lavoratori autonomi, che si dividono principalmente in lavoratori che svolgono attività artigianali e commerciali (lavoratori autonomi di I generazione) e quelli legati alle attività dell’economia della conoscenza (lavoratori autonomi di III generazione) che operano nell’editoria, media, software, design, servizi finanziari e immobiliari, ecc. Nel 2009, per la prima volta in un decennio, scendono gli occupati di Roma e provincia [notizia già riportata nei nostri settimanali]. Il tasso di disoccupazione stabilisce un primato: -12%, ovvero 32mila posti persi di alte specializzazioni tra ricercatori, professionisti, informatici, manager. I più colpiti risultano essere i giovani della fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni, che passano da "atipici" a "inattivi" e che per il 72% ha laurea e master. L’unico dato positivo è quello relativo all’occupazione dei migranti, che registra 31mila posti nuovi creati nel 2009 (+18,7% sul 2008). |



