NUBIFRAGIO! Stampa E-mail
Scritto da Luca Di Giovanni   
Martedì 17 Gennaio 2012 10:14

Dopo la bella prova di coppa di mercoledì sera la Roma si presenta a Catania praticamente svuotata. Alla cinica signora in giallorosso bella e spietata nel mercoledì sera di coppa Italia, fa posto al Massimino un vecchio imbronciato, confuso e per di più in pantofole. E si sa , giocare al calcio, fatto di possesso e fraseggi corti, movimenti senza palla e giocate di prima, non usando le scarpe adatte si fa una gran fatica, rischiando seriamente di scivolare , per di più se il tempo e il campo sono assai poco clementi.

Proprio così, la Roma di Catania copia bruttissima e sbiadita delle ultime scintillanti performance della squadra di Luis Enrique ha dovuto ringraziare un nubifragio vero e proprio nella serata di Catania. Acqua torrenziale che ha evitato guai peggiori ad un primo tempo assai poco lucido e giocato con grande sufficienza dai giocatori giallorossi.

Kjaer titubante di mercoledì viene invece confermato in coppia con Juan ( a sorpresa fuori Heinze ), Rosi di nuovo sulla corsia di destra, Simplicio a centrocampo al posto di un Gago reduce da una prestazione maiuscola contro la Fiorentina e in avanti spazio al tridente tutto fantasia ma anche piuttosto leggerino Totti-Bojan –Lamela. Questo lo schieramento tattico scelto dal tecnico spagnolo.

Il Catania dell’ex , ma senza dente avvelenato Vincenzo Montella invece di difendersi decide di giocarsela , e presenta un centrocampo tutto piedi buoni e tecnica sopraffina con Lodi e Almiron a fare da supporto ai piccoletti Gomez e Barrientos schierati dietro l’unica punta Bergessio. Mai scelta fu più azzeccata per l’ex aereoplanino giallorosso. Infatti passati i primi pericolosi minuti in cui Bojan e Lamela hanno due buone possibilità per fare male, è il Catania dal 5 minuto in poi a prendere in mano le redini del gioco. La partita nonostante il nubifragio abbattutosi violentemente sulla città di Catania è godibilissima e dai ritmi piuttosto alti grazie anche al terreno del Massimino che nonostante la copiosa pioggia almeno per il primo tempo riesce con un magnifico drenaggio a tenere alla grande, permettendo ai ventidue in campo di giocare un calcio più che accettabile. A sfruttare questa opportunità nonostante la tempesta per la verità sono più gli uomini di Montella, perché come detto la Roma di calcio nel primo tempo ne produrrà davvero pochino, soffrendo invece tantissimo.

Il Catania si dimostra fin da subito più brillante, veloce intasando con disinvoltura le corsie centrali, tanto pressing e densità sulla propria tre quarti per soffocare sul nascere la costruzione del gioco romanista. Missione riuscita. Totti e compagni fanno molta fatica a giocare il pallone e complice anche il terreno scivolosissimo sbagliano diversi appoggi di una semplicità estrema. Tutto a vantaggio del Catania che recuperata la sfera con una certa facilità era brava e fulminea nelle ripartenze gettandosi negli spazi con grande efficacia.

A soffrire sono soprattutto De Rossi, Simplico e Pjanic, mai così imprecisi e pasticcioni ma soprattutto Kjaer ( anche se la sua prova risulterà discreta ) e Juan assolutamente fuori fase . Spesso la difesa romanista ha sbandato anche perchè poco aiutata dai terzini (soprattutto Rosi ), andando spesso in affanno contro gli avanti velocissimi e terribili ( Gomez e Barrientos su tutti ) schierati da Montella abili nell’infilarla più volte in contropiede.

Alla fine della prima frazione di gioco si conteranno almeno 4- 5 palle gol nitide sprecate dai catanesi contro una sterilità offensiva giallorossa anomala, quasi sorprendente.

Ma a fare la differenza però come al solito è chi la butta dentro. E dopo il gol del meritato vantaggio del Catania su calcio piazzato con testata vincente di Legrottaglie, è De Rossi a rispondere quattro minuti più tardi ancora con un’ incornata, su calcio d’angolo di Totti: stessa precisione e stesso risultato: palla in rete e di nuovo parità che sa tanto di salvezza.

Nel mezzo però come detto tanto Catania ( sprecone ) e poca Roma, anche se i giallorossi nei primi 10-15 minuti possono recriminare per un rigore evidente non concesso da Tagliavento per un ruvido intervento di Alvarez ai danni di Rosi. Un lampo.

Dall’altra parte invece Bergessio spreca molto rendendo la partita di Kjaer quasi perfetta. Infatti prima al 18’ si vede respingere quasi sulla linea il suo destro a colpo sicuro dal biondo danese, e poi ad una manciata di minuti dal termine della prima frazione da buonissima posizione viene ancora una volta rimpallato in extremis da un ottimo intervento difensivo del centrale ex Wolfsburg.

Chi invece manca proprio l’impatto con il pallone è Gomez solo alcuni minuti più tardi. Il notevole spunto sulla sinistra di Barrientos ( ma Taddei dov’era? Forse a cercare Rosi…) è sprecato ancora una volta dal piccolo argentino, che fa sfumare così la possibilità di riportare in vantaggio la propria squadra. Il pubblico freme , il Catania attacca sempre con più veemenza creando gioco e palle gol, la Roma invece trema. Così la fine del primo tempo è accolta dai romanisti con grande sollievo. Ma il vero aiuto per Totti e compagni non viene da un accorgimento tecnico o da un cambio azzeccato. Giove pluvio non smette di scaricare la sua rabbia , e la pioggia incessante continua a flagellare stadio ,campo, spettatori e giocatori. Stavolta però ad arrendersi è anche il manto erboso del Massimino. Tanta acqua è troppa anche per lui. Ma quella che era una partita di calcio piuttosto piacevole ( per i tifosi del Catania soprattutto…) nella manciata di minuti pseudo giocati della ripresa si trasforma più in una sorta di calcio medioevale praticato nelle risaie piemontesi… Pozzanghere grosse come piscine impediscono il reale svolgimento della gara, la palla smette di rimbalzare e i calcioni dati alla “viva il parroco” per tentare di far viaggiare il pallone, soprattutto da parte dei giocatori romanisti, si perdono nel conteggio. Una vera e propria eresia tattica nel credo calcistico fatto soprattutto di palla a terra, che il tecnico asturiano da tre mesi a questa parte sta cercando di insegnare ai propri giocatori.

Così forse un po’ tardivamente Tagliavento si accorge dell’impossibilità nel continuare. Quelli del Catania non la prendono bene, Luis Enrique invece esulta , e il fischietto di Terni decide che per la palla a nuoto forse è meglio vedersi un altro giorno. Partita sospesa. Il Catania un po’ ci rimane male visto l’andamento quasi perfetto, la Roma dal canto suo per tutta una serie di ragioni ringrazia e coglie l’interruzione come una vera e propria manna dal…cielo. Appunto.

Giocare così male per 65 minuti circa, con un avversario così tonico e pericoloso stando ancora sul risultato di parità equivale ad un vero miracolo, e si sa , i miracoli a volte possono venire soltanto dal cielo, anche se così denso di nubi e gonfio di pioggia come quello di Catania. Appuntamento per i rimanenti 25 minuti finali di partita a metà febbraio. Tempo permettendo.

 
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