Ben tornato capitano! Stampa E-mail
Scritto da Luca Di Giovanni   
Martedì 10 Gennaio 2012 14:13

La paura era quella di tornare dalle vacanze distratti, svogliati, un po’ imbolsiti tra torroni, panettoni e tintarelle fuori stagione come cantava un Totti divertito e divertente subito dopo la splendida vittoria del Dall’Ara di due settimane fa. Paura di non ritrovare quello splendido giocattolo, fatto di possesso palla , movimenti negli spazi e velocità di esecuzione che tanto avevano impressionato e stordito i giocatori del Bologna prima della sosta .

Paure cancellate ieri pomeriggio ore 15 e giù di lì…Sono bastati solo pochi minuti e si è capito fin da subito che Luis Enrique e i suoi giocatori non avevano smarrito la retta via. Niente di ciò. Tutto bene , come se il tempo e la lunga sosta concessa dal tecnico asturiano ai suoi ( per alcuni anche fin troppo lunga…)avesse potuto scalfire le convinzioni e l’entusiasmo di una squadra sempre più in ascesa.

Neanche le voci insistenti e destabilizzanti della telenovela sul contratto di De Rossi, nemmeno l’addio di Borriello e il successivo infortunio di Osvaldo. Niente . La Roma si è (ri)trovata una sera di dicembre e l’impressione è che sarà una delle protagoniste di questo girone di ritorno.

A farne le spese il Chievo di Di Carlo. Squadra ostica, compatta e che solo una ventina di giorni fa aveva messo in seria difficoltà la Lazio di Reja sfiorando il colpaccio proprio qui all’Olimpico. Pellissier e Paloschi, Luciano e Sorrentino , insomma non proprio gli ultimi arrivati.

La Roma invece fin dai primi minuti complice ormai una stabilità anche nello schieramento ( adesso azzeccare la formazione alla vigilia non è più uno sport così impossibile…) ha messo sotto i gialloblù costringendo Sorrentino subito agli straordinari, prima su un numero di Lamela con sinistro insidiosissimo sulla sinistra , poi con un bolide di Pjanic diretto proprio all’incrocio dei pali e infine ancora con un occasionissima per Bojan ( un po’ egoista nella circostanza) che ancora una volta impegnava il portiere del Chievo alla respinta di piede su un destro a botta sicura.

La Roma premeva sull’acceleratore guidata dalla sapiente regia difensiva dell’acciaccato De Rossi, del talentuoso Pjanic, e trascinata in avanti dalla classe eterna di un Totti in versione extralusso, dai movimenti ubriacanti del “Coco” Lamela e dai guizzi sempre pungenti di un Bojan di nuovo titolare chiamato a non far rimpiangere troppo Osvaldo fermo ai box per un stiramento al bicipite femorale che lo terrà fuori per almeno un paio di mesi.

Dicevamo di un primo assedio romanista. Di Carlo scampato il pericolo della prima ondata,immediatamente corre ai ripari e intasa il centrocampo con densità e aggressività per far così sfociare il gioco giallorosso sulle corsie laterali, mai completamente sfruttate ( soprattutto da Josè Angel ) e soprattutto non così preoccupanti vista l’assenza di un vero e proprio “puntero” dell’area di rigore vista appunto l’assenza del centravanti italo-argentino.

Così i dieci uomini veronesi tutti sottopalla a difendere il prezioso zero a zero sono stati scardinati dal guizzo del fuoriclasse. Non poteva essere altrimenti. Il minuto è il 33esimo, il lampo di Lamela sempre più genio ad intermittenza, squarcia la difesa del Chievo , e Frey legnoso difensore francese vistosi saltare di netto dall’argentino non può far altro che stenderlo in area. Ingenuamente. Senza ritegno. Rigore ineccepibile. Totti impeccabile trasforma e con maglia celebrativa si scusa per il ritardo. La curva lo ringrazia.

Il Chievo capisce che è ora di fare anche un po’ la partita ma produce un solo timido colpo di testa di Paloschi e uno straccio bagnato di Thereau ben neutralizzati da Stekelemburg.Tutto qui. Un po’ pochino.

 

La ripresa vede invece una Roma almeno inizialmente un po’ troppo compassata dove il suo emblema è Simplicio. Passo lento e felpato senza tanta voglia di affondare. Chi invece affonda sempre il tackle è Cesar roccioso difensore del Chievo, sempre e solo sulla caviglia di Bojan . Sarebbe rigore , anzi ce ne sarebbero due , solo che il pessimo Russo e i suoi altrettanto distratti collaboratori non vedono e il risultato rimane invariato. Così il Chievo prima prende coraggio e poi ci prova. Con Pellissier che di sinistro da buona posizione manda a lato, con Thereau ancora di poco fuori, e infine con il nuovo entrato Moscardelli che complice una dormita colossale della difesa romanista tutta e di Josè Angel in particolare ( la diagonale difensiva questa sconosciuta…) si divora da due passi la palla del possibile pareggio. Moscardelli romano e romanista si sarà emozionato nel vedere i colori di una sua antica fede decidendo così di non infierire , scherzerà poi anche di Carlo in sala stampa. Più probabilmente l’attaccante romano non è stato freddo abbastanza stoppando malamente un assist al bacio del sempre pericoloso Pellissier, il migliore dei suoi.

Scampato il pericolo, la Roma si rianima e al terzo tentativo Bojan ottiene il meritato premio. Azione confusa ma efficace dello spagnolo in area sulla sinistra , finta a mettere a sedere il diretto marcatore, sempre Cesar che da terra cerca di togliere il pallone dai piedi dell’ex Barca con un gioco di prestigio. Di mano. Rigore. Stavolta Russo vede. E Totti ( con brivido )raddoppia . Duecentonove gol in campionato e “scusate” se è poco…

Complice il doppio vantaggio la partita come l’ultima miccia la sera del 31 dicembre si spegne inesorabilmente. Il Chievo molla e la Roma fa accademia permettendosi il lusso di far uscire sia De Rossi ( la standing ovation che il pubblico gli riserva sa più di grazie che di addio.. .) sia Totti, che divertiti rimangono in panchina a fare il tifo per i loro compagni…da bravi capitani!

Il tempo giusto per rammaricarsi per lo splendido duetto Bojan-Gago finito con il collo esterno di quest’ultimo che sfiora di pochissimo il palo a Sorrentino battuto. Sarebbe stato tutto troppo bello, tutto troppo facile quasi come se De Rossi avesse già firmato...

A fine gara Luis Enrique si riterrà soddisfatto, giustamente, in attesa della fatidica firma condizione imprescindibile affinchè il progetto del tecnico asturiano sia davvero vincente oltre che bello. I tifosi si godono la terza vittoria di fila in campionato, frutto di una serenità finalmente ritrovata nella squadra ( lo testimonia anche l’abbraccio di Totti all’allenatore nel momento della sostituzione ) e di un gioco che ormai non è più fine a se stesso ma che sembra sempre più il mezzo giusto per un unico risultato: la vittoria.

La Roma non è apparsa bella e quasi perfetta come nella gara di Bologna , ma la sua condizione ha fatto capire che la strada intrapresa sia quella giusta , il canovaccio sempre ben presente in mente, forse con qualche sbavatura di troppo come i dieci quindici minuti di gioco concessi al Chievo soprattutto all’inizio della seconda frazione. Bene Taddei stavolta esterno di destra, spaventosa la prova di De Rossi che con la sua telenovela del contratto sta tenendo tutti con il fiato sospeso : allenatore, compagni ma soprattutto i tifosi. Buona la prova anche di Bojan che però non sembra essere il sostituto ideale di Osvaldo ( a proposito in bocca a lupo! )non solo nel fisico ma anche e soprattutto nel lavoro e nei movimenti offensivi. Urge nonostante le parole ( un po’ aziendaliste…) del tecnico in conferenza stampa un ‘altra punta di peso ( Amauri? Meglio forse Maxi Lopez ...) , ma l’impressione è che la stagione della Roma non sarà mai completamente iniziata ( sarebbe ora siamo a gennaio…) finchè Capitan futuro ( o fattura…come da qualche maligno già ribattezzato…) non prenderà in mano questa fatidica penna per l’autografo più importante della sua carriera con questi colori.

 
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