| E la Roma va! |
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| Scritto da Luco Di Giovanni |
| Giovedì 22 Dicembre 2011 10:30 |
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Dopo la bellissima prova di Napoli, c’era chi chiedeva continuità a questa Roma di Luis Enrique, continuità forse come il vero unico limite di questa squadra. A Bologna nel turno di recupero della prima giornata di campionato, la Roma non solo è stata continua ma ha dato una grandissima prova di forza e maturità schiantando in tutto e per tutto un Bologna che ben aveva figurato soprattutto qui al Dall’Ara contro il Milan non meno di dieci giorni fa. Continuità quindi nei risultati con altri tre punti preziosi come oro che rilanciano la squadra in classifica, ma soprattutto nel gioco e nella convinzione della propria forza. La Roma a Bologna ha mostrato la parte più bella di sé giocando la migliore partita di questo campionato . Una Roma bella, compatta , unita e tremendamente efficace. Via i fronzoli, le formazioni cervellotiche e rivoluzionarie e rivoluzionate ogni volta. Luis Enrique ormai sembra aver scelto quali e quanti sono i suoi uomini , quelli che lo possono davvero seguire, quelli che lo possono davvero portare lontano in questa lunga, difficile ma affascinante nuova avventura. Rispetto a Napoli un solo ( logico ) cambiamento di formazione, fuori Greco e dentro Pjanic a assente al San Paolo per squalifica. Quanto sono lontani i tempi di Firenze dove ectoplasmi erano incredibilmente titolari , e altri titolari stranamente in panchina o giocatori fuori ruolo messi un po’ qua e un po’ senza un vero senso logico ma forse solo fare impressione , stupore nel nome dell’ innovazione. Quanto sono lontani quei tempi… Si parla solo di due settimane fa ma sembra già un secolo! La “fenomenite” acuta che aveva colpito Luis Enrique non abita più a Trigoria , il tecnico asturiano sembra aver trovato la via della guarigione , e cioè della normalità, delle cose semplici ma efficaci, la via della vittoria e quindi di conseguenza della felicità. Le batoste di Udine e Firenze hanno donato la giusta cattiveria e voglia di riscatto in una squadra che adesso sembra davvero sapere quello che il giovane tecnico spagnolo propone e vuole. Tanto possesso palla , ma non più estenuante e fine a se stesso. La palla è vero gira molto, ma ad una velocità triplicata rispetto ad inizio stagione e quello che più colpisce è una nuova compattezza di squadra. Tutti si muovono disciplinatamente e armonicamente. La Roma attacca e difende in maniera assolutamente organizzata ed equilibrata. Smentiti categoricamente quelli che si erano subito affrettati a parlare di redenzione del proprio credo calcistico in virtù di un più efficace pragmatismo di italica memoria. Niente di tutto questo. Se vincere in trasferta con questa facilità , con il 67 % di possesso del pallone creando almeno una decina di palle gol è italianizzarsi…Beh allora il calcio all’italiana è da sempre stato un calcio champagne solo che noi non ce ne siamo mai accorti!
A farne le spese di cotanto portento calcistico tecnico tattico (ri)trovato, un Bologna isterico e un po’ fragile che dopo l’ingiusta sconfitta di domenica con il Genoa oggi cede il passo ai giallorossi meritando ampiamente la sconfitta. Dopo una decina di minuti illusori del primo tempo fatti più che altro di ardore agonistico e nulla più la squadra di Pioli ha dovuto presto lasciare il campo e la scena alla sinfonia giallorossa. E così dopo una paio di occasioni in avvio capitate a Totti ( bravo Gillet ) e Simplicio, la Roma al 16’ passa. Rosi conquista una punizione sulla tre quarti, Totti la calcia in mezzo all’area, corta respinta della difesa bolognese, il pallone arriva all’indisturbato Taddei che oltre a trovare una meravigliosa coordinazione è preciso a scovare anche l’angolino più lontano alla sinistra del non perfetto Gillet. Palla nel sacco e per la terza volta su tre gare la Roma trova il vantaggio abbastanza presto. Così presto da poter impostare il proseguo della partita a proprio piacimento imperversando ogni qualvolta voleva nella metà campo bolognese. Il possesso-ossesso stavolta come arma davvero micidiale per gli avversari, sfiniti e irretiti da questo inesorabile giro palla giallorosso senza mai poter in qualche modo partecipare attivamente alla storia della partita. Così il monologo romanista fatto di passaggi corti e veloci, triangolazioni precise e movimento senza palla continuo trovava ancora una volta felice conclusione nel destro violento e preciso dell’ex Osvaldo che a cinque minuti dal termine del primo tempo metteva già un chiaro sigillo sulla partita firmando la sua settima rete in campionato.
La ripresa vedeva un Bologna che con gli ingressi del muscolare Mudingay e del fantasioso Gimenez tentava di raddrizzare l’incontro , ma con scarsi risultati. Infatti era la Roma ancora padrona del campo e più volte vicina alla rete. Al 6’ con una bomba su punizione di Totti ben respinta da Gillet , al 16’ con un sinistro di Osvaldo fuori di un soffio, e due minuti più tardi con un tiro di Lamela ben respinto ancora dal biondo portiere belga del Bologna e infine ancora al 19’ con capitan Totti che di testa falliva il bersaglio grosso da pochi passi . Un vero e proprio monologo romanista. La squadra di Pioli assolutamente annichilita sul piano fisco e soprattutto del gioco aveva un solo sussulto, quasi casuale , di orgoglio, al 21’, con un gran bolide di Diamanti ( il migliore sei suoi ) ben respinto in angolo da Stekelemburg attento e fino a quel momento spettatore non pagante e piuttosto infreddolito. La Roma così rallentava il suo gioco permettendo una sorta di pseudo riscossa del Bologna che aveva però il suo fallimento completo al 32’ quando De Marco era costretto a cacciare per proteste un infervorato Portanova inferocito per la mancata concessione di un rigore per un contatto precedente di Rosi su Morleo ( azione dubbia ma il rigore pare non esserci…n.d.r.). La Roma negli ultimi dieci minuti avanti di due gol, e con un uomo in più poteva solo fare accademia, amministrando fino al triplice fischio finale , trovando però nello stesso tempo il modo di mangiarsi il gol nuovamente con Bojan e Totti pericolosissimi, e rischiare solo su un tiro da fuori di Morleo ancora una volta ben neutralizzato da Stekelemburg. Vittoria quindi fondamentale per la squadra di Luis Enrique legittimata , è importante sottolinearlo dalla signorilità e sportività di capitan Di Vaio ( oggi parecchio in ombra ) e dal tecnico dei bolognesi Pioli a fine gara, leali ( la stessa lealtà per esempio sconosciuta in quel di Napoli…) nel riconoscere la meritata vittoria dei giallorossi frutto di una superiorità evidente e soprattutto di una capacità di giocare al calcio in maniera efficace ed impressionante e del tutto nuova in Italia. Sbagliamo o era proprio quello che si era prefissato di fare Luis Enrique fin dal ritiro di quest’estate a Riscone? |

