| GRAZIE ROMA! |
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| Scritto da Luca di Giovanni |
| Martedì 22 Novembre 2011 17:17 |
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Seconda vittoria consecutiva per la Roma in campionato, era successo solo nel mini ciclo tra Parma e Atalanta quasi un paio di mesi fa. Stavolta la sosta per gli impegni delle varie nazionali non porta scombussolamenti interni in quel di Trigoria e la Roma riprende il cammino da dove lo aveva lasciato quindici giorni fa a Novara, ovvero incamerando altri tre punti importanti e preziosi come l’oro. Stavolta la vittoria è stata anche più convincente nonostante il risultato dica solo 2-1. Ma ormai ci siamo abituati che con la Roma di Luis Enrique anche se in positivo le sorprese non finiscono mai, e la solita partita che poteva essere archiviata già al ventesimo della ripresa con almeno tre o quattro gol di differenza si è trasformata in una sofferenza inaudita fino all’ultimo secondo di gioco. Complice un Lecce mai arrendevole e tenuto a galla dai continui errori e orrori di mira di Bojan e company ma soprattutto da un arbitro Brighi e i suoi pessimi collaboratori che prima hanno convalidato il gol dei salentini con Corvia ( influente e condizionante nell’azione di gioco ) in chiara posizione di fuorigioco eppoi hanno concluso la loro nefasta giornata soprattutto ( il segnalinee Carrer il più colpevole di tutti ) annullando ingiustamente il pazzesco gol in rovesciata di Osvaldo regolare di almeno mezzo metro! Un attentato vero e proprio al gioco e alla bellezza del calcio da parte di questo inadeguato guardialinee, l’ennesimo del nostro ormai sempre più scalcinato calcio italiano. La partita è stata lo stesso un film già visto per i tifosi giallorossi ma stavolta nonostante il finale con brivido i trentamila infreddoliti appassionati sugli spalti si sono potuti divertire e spellare le mani per le tante belle giocate dei vari giocatori giallorossi. Il primo tempo per la verità non è che proprio avesse indotto lo spettatore alla goduria totale, anzi il solito possesso-ossesso palla giallorosso non aveva portato grandi pericoli alla porta dell’ex portiere giallorosso Julio Sergio fino al minuto ventisei. La sublimazione del possesso palla o del tiqui taqua di barcellonesca memoria chiamatelo un po’ come vi pare, trovava sfogo nei diciannove passaggi diciannove che hanno portato la squadra di Luis Enrique da Stekelemburg fino al piattone facile facile di Pjanic a porta vuota. Azione avvolgente , infinita, costruita da una serie lunga e infinita di passaggi da destra verso sinistra intervallati solo da un colpo di testa di Cuadrado, il pallone finisce sui piedi di Taddei che chiesto il dai e vai con De Rossi si incuneava in area di rigore, passaggio teso e forte in mezzo e il genietto bosniaco faceva 1-0 firmando la sua prima rete da romanista dopo una lunga serie di assist decisivi in questo campionato. Sbloccato il match la Roma tre minuti dopo aveva la grande occasione quasi in fotocopia per bissare immediatamente. Lamela inesistente fino a quel momento si accendeva all’improvviso, dribbling secco su Brivio e assist al bacio per Bojan che da due passi ciccava il pallone mancando clamorosamente l’appuntamento con il gol, spedendo clamorosamente sul fondo. La ripresa vedeva una Roma ancora più convinta ma forse meno cinica. La squadra di Luis Enrique con la sua fitta ragnatela di passaggi chiudeva il Lecce nella propria metà campo, proprio come fa un ragno affamato con la sua vittima , e dopo una manciata di minuti complice una panciata di Julio Sergio era Gago con un bel destro dal limite a raddoppiare per la Roma. Doppio vantaggio e partita in cassaforte? Neanche per sogno! La Roma sciupava in rapida occasione una marea di occasioni. Prima era Lamela su assist del solito Taddei a mandare sul fondo da due passi, poi era il “solito “ Bojan, ancora su imbeccata del “Coco” argentino a graziare Julio Sergio mandando alto sopra la traversa da ottima posizione. Così il Lecce dopo tanto soffrire metteva la testa fuori e come spesso accade per la squadra di Luis Enrique alla prima verticalizzazione degli avversari per Stekelemburg sono guai seri. Il gol di Bertolacci ( in fuorigioco ripetiamo ) è comunque l’ennesima conferma che nel pacchetto arretrato qualcosa non funziona e se si pensa che Burdisso ( a proposito in bocca a lupo di pronta guarigione ! ) starà fuori almeno fino ad aprile per il tecnico asturiano saranno tante le matasse da sbrogliare soprattutto nella scelta definitiva dei due centrali da qui fino al prossimo mercato di gennaio. La Roma dopo tanto giocare e sciupare accusa il colpo e per poco Cuadrado non la castiga al 25’, ma il destro del leccese è fuori di un metro, ma sarebbe stato davvero troppo e troppo ingiusto. Così dopo un altro errore sotto porta di Bojan , ci pensa il solito Osvaldo a rimettere le cose a posto, prima scaldando i guantoni di Julio Sergio eppoi come già detto inventandosi un’acrobazia stellare ingiustamente annullata. Del guardalinee abbiamo già “ sparlato”, meglio non infierire. Chi invece non infierisce sull’avversario è la Roma che va ancora vicina al gol con i nuovi entrati Greco e Totti e con un’altra opportunità per Osvaldo, ma che proprio non riesce a chiudere definitivamente la gara con la fatidica rete del gioco-partita-incontro. Gli ultimi minuti anche se il Lecce non risulterà più pericoloso sono un autentica sofferenza per una squadra , quella di Luis Enrique che invece dominando l’incontro dal primo all’ultimo minuto di gioco ha surclassato sia dal punto di vista del gioco che della manovra i propri avversari. Ci sarà tempo per correggere gli errori di mira sotto porta , evitando così magari inutili patemi finali, un po’ meno invece per assestare una difesa che ad oggi rimane senza dubbio l’anello debole di un meccanismo che invece partita dopo partita sembra essere sempre più oliato e funzionante. Senza Burdisso e con un Juan spesso acciaccato e fermo ai box i vari Di Natale , Gilardino, Matri e Cavani , mica Meggiorini o Corvia con tutto il rispetto, fanno ancora più paura. |

