| Finalmente Roma! |
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| Scritto da Luca Di Giovanni |
| Lunedì 07 Novembre 2011 19:49 |
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cNovara come partita chiave, Novara come campo insidioso su cui rilanciare e riprendere un cammino interrotto ormai da due settimane. Novara è , ed è stato tutto questo. Nemmeno il violento nubifragio e le piogge incessanti che per le ultime 48 ore hanno flagellato tutto il Nord Est ( a proposito cogliamo l’occasione per unirci al cordoglio per le vittime dell’alluvione in Liguria..) hanno scalfito la voglia matta di rivincita che invece animava i pensieri di Luis Enrique e di tutta la squadra giallorossa. Una partita insidiosissima , e non solo per via delle condizioni climatiche, ma anche per la brutta aria che si stava cominciando a respirare in quel di Trigoria. Uscire a mani vuote anche dal Silvio Piola e con quindici giorni di pausa per la nazionale sarebbe stato un autentico stillicidio per Luis Enrique , la sua banda, Sabatini e Baldini, i giovani e i senatori, e quel famoso e ormai abusatissimo “progggetto” ( sì scritto proprio così…con tre p…)di cui tanto si parla. Per fortuna niente di tutto ciò , la Roma rialza la testa e lo fa a modo suo. Lottando, soffrendo e sorprendendo fin dall’inizio con le solite novità di formazione di Luis Enrique ( dall’inizio della stagione ufficiale nessun giornale ha mai azzeccato in anticipo una formazione che una…). Stavolta gli “scoop” erano parecchi: Cassetti centrale al posto di Heinze e Taddei ( sì avete letto bene proprio lui…) esterno sinistro al posto del pupillo del tecnico, quel Josè Angel stavolta tenuto a riposo per scelta tecnica. Infine Greco alla prima da titolare, con Gago centrale e De Rossi intermedio di centrocampo, Pjanic trequartista con Lamela e Osvaldo in avanti. Tanta roba. Inizio un po’ confuso e confusionario della Roma. Il vento la pioggia e il controllo del pallone sul campo sintetico hanno evidenziato qualche amnesia nel palleggio e nella tenuta tattica della squadra che nei primi 20-25 minuti ha sofferto e non poco le folate dei piccoli e veloci Morimoto, Meggiorini e Marianini, chiedere a Cassetti per ulteriori informazioni. Così la Roma ha avuto difficoltà a far prevalere il suo gioco, e il famoso possesso palla. Manovra lenta e un po’ arruffona, con Greco e De Rossi un po’ sottotono, poca velocità , mancanza di spunti eccetto Lamela e soprattutto rarissime occasioni da rete. Se per occasioni da rete poi uno intende un paio di incursioni di Rosi ( buona la sua prova ) e un tiro cross di Taddei a scadere di primo tempo…beh allora la Roma non sarà mai una squadra che farà divertire il proprio pubblico. Meglio andare al cinema. Mancanza di cattiveria e un po’ più di convinzione, era quello che chiedeva Luis Enrique ai suoi. Accontentato. Nel secondo tempo La Roma fin dall’inizio chiude il Novara nella propria tre quarti e comincia a ruminare il suo gioco lento ma inesorabile con Gago e Pjanic che salgono in cattedra. Tutto bello se non fosse per il gol che non arriva. Stavolta però anche la beffa (a differenza di Genova) viene evitata. Solito contropiede beccato , Meggiorini se ne va a Cassetti che è una bellezza, ma stavolta la manona decisiva di Stekelemburg para tutto deviando il pallone in angolo e frantumando le ultime speranze di Tesser di fare il colpo grosso! Scampato il pericolo enorme la Roma decide che forse è meglio fare sul serio. Così Bojan mandato in campo da pochi minuti, ricorda un po’ a tutti romanisti e non che forse per fare gol bisogna anche tirare in porta. Fontana se ne accorge presto e compie due belle parte , ma al terzo tentativo si deve inchinare. Azione tambureggiante della Roma , palla a Pjanic, attacco della profondità dei due attaccanti giallorossi ( eccola la voglia di andare a fare male all’avversario…finalmente! ), la pennellata del bosniaco arriva dolce sui piedi di Bojan che in spaccata fa uno a zero! I trecento ( non spartani ma eroici lo stesso..) tifosi romanisti accorsi fin quassù sono in delirio, Bojan lo è ancora di più. Ma le partite della Roma quest’anno hanno un continuo di emozioni altalenanti a dir poco. Infatti la solita dormita della difesa un minuto dopo il vantaggio, permette il tiro facile di Porcari, la deviazione fortunosa della retroguardia manda la palla sul palo esterno. Stavolta il vento è cambiato. E infatti la legge inesorabile del calcio non si smentisce mai. Gol mangiato gol subito. Tesser impreca, Osvaldo invece sorride e ringrazia con tanto di mitraglia. Dal corner di Pjanic la sua zuccata da bomber di razza fa due a zero. Tutto finito? Ormai ci sarà solo da fare accademia, avrà pensato qualcuno. Macchè! La Roma come la legge del calcio non si smentisce mai, e così divoratasi un paio di gol facili facili ancora con Osvaldo e Taddei per il possibile 0-3 , permette al Novara complice due leggerezze ( ma forse è più una questione di superficialità giovanile? ) della solita difesa ballerina della squadra giallorossa, con Meggiorini ma soprattutto con Rigoni di sfiorare il gol. Amnesie che avrebbero potuto riaprire proprio nei minuti finali una partita già in cassaforte. Così stavolta non è stato ma la squadra di Luis Enrique ancora ha sofferto dietro più del dovuto. Rigoni e Meggiorini non saranno mai Ibrahimovic o Klose giustizieri passati e inesorabili, e infatti la Roma questa volta si gode un successo ritrovato e meritato, ma la difesa rimane ancora il grande punto interrogativo di una squadra comunque piena di talento, classe, organizzazione ( a volte anche troppo scolastica…), ma che spesso in una frazione di secondo riesce a sprecare quanto di buono si era costruito prima.
Due settimane per via della sosta sono per la Roma una grande boccata d’ossigeno , una possibilità ulteriore di full immersion di tattica e coesione, serenità e gioco. Con un Francesco Totti in più. E non è poco. La squadra questo non va dimenticato è stata fatta solo il 31 agosto. Sembra un eternità ma sono solo 65 giorni fa. Oggi però contava vincere , dove potrà arrivare questa squadra nessuno lo può ancora sapere. L’importante era ripartire.
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