Roma, 0 in condotta! Stampa E-mail
Scritto da Luca Di Giovanni   
Lunedì 31 Ottobre 2011 09:11

C’eravamo lasciati a Marassi con zero punti in classifica ma con tanti commenti positivi e troppi rimpianti per la bontà della prova fornita dalla Roma nonostante la sconfitta, ci ritroviamo tre giorni dopo, solo tre giorni dopo, ancora con zero punti in cassa ma stavolta a commentare un'altra, l’ennesima prova a dir poco incerta della squadra di Luis Enrique.

Di fronte è vero c’era il Milan campione d’Italia, e non certo il Genoa tutto catenaccio e che dio ce la mandi buona ( ve l’ha mandata buonissima…) preparato in cinque minuti neanche fosse una ricetta dei quattro saldi in padella da Malesani, ma stavolta la prestazione fornita dagli uomini di Luis Enrique è stata di un involuzione da far paura, che molta pressione e molta preoccupazione ha fatto venire ancora una volta ai cinquantamila dell’Olimpico. A proposito massima solidarietà e pieno appoggio per la corretta e rispettosa protesta da parte della Curva Sud. 22 euro, ripetiamo 22 euro per una Curva oltre che una vergogna è un autentico furto aggiungiamo noi. Se Baldini dieci giorni fa aveva preannunciato che sarebbero finiti i biglietti omaggio per gli pseudo facoltosi amici degli amici, è evidente però che i biglietti dei prezzi più popolari al contrario se li fanno pagare a peso d’oro.

Dicevamo del Milan , che senza tanto soffrire e senza tanto penare ha preso a sberle questa Roma ancora una volta priva di una sua identità . Undicesima partita ufficiale e undicesima formazione diversa. Stavolta le novità sono Juan al posto del disastroso Heinze di Marassi e lo sfortunato Borini ( per lui si parla di un mese di stop) di punta per Bojan e il ritorno di Pjanic ( uono dei pochi a salvarsi ) al posto di Lamela.

La Roma per la verità non aveva iniziato male, ma il problema atavico oramai fa sì che la squadra di Luis Enrique pur tenendo discretamente il pallone tra i piedi non riesce mai a verticalizzare con efficacia, mai a cogliere di sorpresa le difese avversarie , in poche parole la Roma non riesce quasi mai a far male agli avversari. Al contrario il Milan sornione fino a quel momento usa la testa , anzi la usa benissimo e la zuccata di Ibrahimovic su cross dell’ex Aquilani, fulmina Juan e Stekelemburg e fa 1-0 Milan. Il tempo di ricomporsi e la Roma con orgoglio si fa avanti. Angolo di Pizarro e Burdisso sempre di testa anticipa tutti e porta di nuovo il risultato sulla parità. Neanche il tempo di esultare e ancora da calcio d’ angolo Nesta,  lasciato in area solo soletto, salutati un po’ di amici romani, fatte un paio di foto, e ordinato un caffè ristretto al bar , di testa , ancora di testa fa 2-1. Nel frattempo si stanno ancora cercando invano notizie sul conto di Cassetti e di tutta la difesa romanista.

Un gol così non lo prendono nemmeno i giovanissimi regionali di qualsiasi società dilettantistica in un amichevole di fine stagione,avranno pensato in molti. Concetto ampiamente ribadito in sala stampa dal buon Luis Enrique arrabbiatissimo più che mai. Ma chi deve curare la fase difensiva in settimana mister? A quanto pare la difesa non è proprio uno degli argomenti che sta più a cuore al tecnico asturiano. E si vede eccome. Perché nella ripresa finiti i fuochi dei primi 20/25 minuti e sventate le occasioni ghiotte per la verità di Bojan e soprattutto Osvaldo ( fortunato e miracoloso Abbiati nella circostanza ), il Milan complice l’uscita di Gago ( perché? ) e l’ingresso in campo di un frizzante Cassano, prende il comando del gioco e fa a fette la Roma. Il taglio finale e fatale è ancora opera di Ibra che ancora solo soletto in area senza nemmeno saltare con facilità estrema di testa fa ancora male al povero Stekelembburg….che sarà pure il portiere della nazionale olandese ma che se c’è da fare il miracolo salva partita o risultato, prende partita dopo partita sempre più le sembianze del Doni ultima maniera…Il che non è proprio il massimo. 3-1 e partita finita? Macchè il Milan domina , giusto il tempo di mangiarsi un altro paio di gol con Cassano e soprattutto con Nocerino ( ma sarebbe davvero stato troppo) e invece finisce per dover soffrire e quasi sudare negli ultimi cinque minuti. L’ingresso tardivo di un pimpante Lamela produce una conclusione che Abbiati ( insuperabile fino a quel momento) non controlla benissimo e Bojan stavolta è abile a fare il tap-in vincente. 2-3 e partita che si riaccende solo per pochi istanti quelli capaci per un mischione finale da brividi e nulla più, minuti finali utili a far dire a qualcuno che tutto sommato la Roma ha lottato fino all’ultimo secondo, fino all’ultimo respiro , gettando il “famoso” cuore oltro l’ostacolo. Niente di più falso. La Roma dopo la mezz’ora della ripresa è scoppiata, finita, persa nei suoi inutili e inconcludenti virtuosismi pallonari  e a volte…pallosi. La sostituzione non di un eccellente Gago, ma pur sempre utile nel filtro di centrocampo ha fatto sì che la squadra si consegnasse completamente al Milan , più esperto, più pratico, più qualitativo, in poche parole più forte e non di poco….La Roma come ormai spesso gli succede oltre ad ingarbugliarsi in uno schema tattico confusionario e troppo calligrafico, è uscita dal campo, molle nell’animo oltre che nelle gambe. Questa ennesima sconfitta, la terza nelle ultime quattro gare deve non solo preoccupare ma anche far molto riflettere, su una miriade di cose che non vanno. Oltre al gioco e agli uomini ( a gennaio serviranno due laterali; uno di destra e uno sinistro, come il pane…) la squadra nei minti finali si scioglie come neve al sole incapace di poter organizzare una benché minima difesa ( quella della Roma è ridicola…) se c’è da difendere, o una benché minima riscossa se c’è da recuperare un risultato. La classifica preoccupa e non poco,ed è ora che Luis Enrique la finisca presto con gli esperimenti e provi invece a puntare su uno zoccolo duro di uomini su cui far fronte al campionato ( del resto la squadra è già stata eliminata in Europa dallo Slovan mica il Real Madrid…) , puntando nonostante l’inflazionatissimo “progetto” giovani ad uno che giovane purtroppo non lo è più, ma che  ancora tiratissimo e utilissimo risponde al nome di Francesco Totti. Ad occhio ci sembra ancora l’unico in tempi brevi in grado di poter risollevare le sorti di questa squadra sì talentuosa ma inesperta, giovane ma fragilissima. Il carisma  e la classe di Totti come ultima ancora di salvezza. E non sarebbe neanche la prima volta.

 
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