La Roma perde, ma esprime un buon gioco Stampa E-mail
Scritto da Luca Di Giovanni   
Giovedì 27 Ottobre 2011 08:57

Benvenuti sull’ottovolante Roma! Solo che qui non siamo alle giostre e c’è ben poco da divertirsi, anche perché stavolta a ridere (ancora all’ultimo minuto…) sono gli altri e non certo i romanisti!

Ottovolante Roma, su e giù per questo campionato pazzo che diciamolo subito per quest’anno abbiamo la forte impressione riserverà poche, pochissime soddisfazioni per i tanti tifosi giallorossi. Così dopo la vittoria incoraggiante con l’Atalanta ,si è andati giù nel derby, ancora un volo ( fortunoso ) verso l’alto con il Palermo e ancora sprofondati in quel di Marassi con un Genoa quadrato e ben arroccato in difesa e nulla più. La Roma o meglio la creatura ancora informe di Luis Enrique è una squadra totalmente priva di una sua identità ancora alla ricerca di linee guide a livello tattico e anche di una formazione che grosso modo possa essere quella titolare, quella su cui poter contare e fare affidamento per un intero campionato. Niente di tutto ciò, siamo di fronte ancora ad una formazione tutta sperimentale che nonostante 68 minuti di possesso palla contro i soli 32 del Genoa riesce a tirare solo 5 volte , perdere ben 17 palloni e prendere due gol di una comicità unica!

In sala stampa il tecnico asturiano si dice contento e per la prima volta convinto di aver visto finalmente la squadra che lui da sempre ha nella testa…parole perlomeno sorprendenti , quasi come se a commentarle fosse l’allenatore della squadra che ha vinto per 3-0 e non quello dell’ennesima sconfitta con il solito gol ( anzi parliamo di “ gollonzo” vero e proprio ) beccato nei fatali minuti finali. Parole tanto piene di fiducia e speranze tanto più sbalorditive se messe a confronto con i numeri da brividi appena poc’anzi snocciolati. La Roma e stavolta ci risiamo, è una squadra che fa troppo possesso , spesso troppo inutile, con poco movimento senza palla risultando quasi sempre prevedibile e quasi mai pericolosa con vere e proprie azioni da rete. Il problema è di fiducia , mentalità, ma soprattutto a livello tattico e organizzativo, poi se Luis Enrique decide pure si stravolgere ogni volta la formazione, beh allora riuscire a vincere convincendo diventa missione piuttosto ardua. Stavolta le sorprese di giornata sono il rientro di Perrotta terzino destro ( sigh! ), Heinze di nuovo al centro della difesa e di un attacco tutto giovane , fantasioso ma anche alquanto leggerino. Se con il Palermo si era puntato sulla forza e sui muscoli del duo da “Uomini e donne” Osvaldo& Borriello, stavolta Luis Enrique decide di puntare sull’agilità, e la gioventù più sfrontata optando per il tridente da “Zecchino d’oro “ Bojan, Lamela e Borini dove il più “anziano” risulta essere lo spagnolo con appena 21 anni compiuti appena tre mesi fa.

La partita fin dall’inizio ha un canovaccio molto semplice , Roma con il pallino del gioco in mano e Genoa tutto dietro a difendere pronto nelle ripartenze fulminee cercando di sfruttare al massimo la velocità di Palacio. La supremazia territoriale della Roma è sterile e porta pochi pericoli dalle parti di Frey , a parte un tiro di Perrotta e una capocciata di Gago, e così il Genoa complice l’ennesimo svarione difensivo della Roma, ( stavolta è Heinze a farla grossa) senza tanto faticare al 38’ si porta in vantaggio. Dicevamo della fesseria di Heinze , Palacio si invola sulla destra , si ferma , scherza un po’ con il difensore argentino che nel frattempo recuperava ( solo apparentemente però) la posizione , metteva un pallone preciso in area per Jankovic, che marcato da…nessuno stoppava il pallone indisturbato , il tempo di ordinare qualcosa di caldo al bar , prendere la mira e fare secco Stekelemburg per la rete del Genoa.

La ripresa non cambia di nulla il copione, Roma in avanti nel disperato tentativo di pareggiare e Genoa tutto lì, rintanato in difesa a proteggere il prezioso vantaggio. Luis Enrique allora decide di mettere su l’artiglieria pesante: dentro Greco e il duo da “discoteca “ Osvaldo&Borriello, ma il risultato non cambia. Gli attacchi della Roma sono sempre continui e abbastanza inconcludenti, le occasioni da gol pochissime e i minuti che passano inesorabili. Fino al 37’ del secondo tempo quando Borriello mai domo soffia il pallone ad un addormentato Bovo scodellandolo al centro per Borini che può solo appoggiare in rete. Pareggio strameritato ! Ma chi pensava ad un Genoa ormai alle corde e ad una Roma ormai sulle ali dell’entusiasmoe pronta a sferrare l’attacco decisivo, non aveva ancora fatto i conti con la retroguardia giallorossa. Minuto 89’, il Genoa respira portandosi avanti e conquistando un calcio d’angolo prezioso . Il pallone lento, crossato al centro ( Stekelemburg ha i piedi incollati al terreno di gioco e non esce) è facile preda di Merkel che di testa ancora indisturbato serve al centro Kucka ,anche lui assolutamente solo davanti all’estremo difensore olandese, ( ma dove sono nell’ordine Burdisso, Heinze e De Rossi? ) il pallone fortuitamente e fortunosamente sbatte sul polpaccio del giocatore ceco e beffardamente si infila nella porta romanista. 2-1! Grifoni in festa e Roma ancora una volta beffata nei minuti finali dall’ennesima colossale distrazione difensiva.

 
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