| La Roma vince ricordando Cucchi e Simoncelli |
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| Scritto da Luca Di Giovanni |
| Martedì 25 Ottobre 2011 10:12 |
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E’ la domenica delle lacrime e dei ricordi quella che si comincia a vivere sugli spalti dello stadio Olimpico. Da una parte la Curva Sud ricorda il tifoso e il ragazzo Stefano Cucchi a due anni esatti dalla sua morte (“Vive nel cuoredi Roma”) dall’altro tutto lo stadio tributa con un lungo applauso e un minuto di silenzio commovente il giovane e sfortunato pilota Marco Simoncelli che proprio poche ore prima perdeva la vita in un tragico incidente a Sepang nel Gp di Malesia. La foto stampata sul tabellone dell’Olimpico con un Marco sorridente e scanzonato con il volto sovrastato dai suoi ricci folti e irrequieti ci riporta in un istante al pensiero fisso e incontestabile di quello che è lo sport: un altalena di emozioni e sensazioni bellissime e bruttissime , gioiose e terribilmente devastanti. Ecco vedere Marco disarcionato dalla sua moto cadere sull’asfalto e morire in quel modo a soli 24 anni fa immensamente male.
A ridare gioia e sorriso ai calorosi tifosi giallorossi accorsi anche stavolta in buon numero allo stadio , ci ha pensato un altro giovane, anzi giovanissimo, anche lui come Marco Simoncelli sfrontato e predestinato, ma solamente che invece di dare il gas alle moto , questo ragazzino terribile il gas lo usa per correre e per prendere a calci una palla. Il suo nome è Erik Lamela , professione trequartista. Eccolo finalmente in campo! Dopo tanto aspettare , e tanto morire dalla curiosità Luis Enrique appaga tutti , tifosi, giornalisti o semplici appassionati e cala nell’undici titolare il jolly del mercato, la stellina argentina , il fiore all’occhiello della lunga e laboriosa campagna acquisti di Walter Sabatini. Ma le sorprese come ormai noto con lo spagnolo in panchina di certo non finiscono qui, il tecnico di Gijon infatti rispetto al derby rispolvera in parte la vecchia guardia , dentro Cassetti, Borriello e Burdisso ma soprattutto Juan ( bentornato! ) fuori Kjaer ( squalificato) , Pjanic ( infortunato ) Perrotta e Bojan. Dimenticare il derby perso all’ultimo secondo è difficile, superare il Palermo di Devis Mangia lo è ancora di più. La squadra siciliana gioca una partita accorta , si presenta tosta e organizzata lontana lontanissima parente della formazione frastornata e arruffona che solo sette giorni prima aveva perso e malamente in casa del Milan La squadra di Luis Enrique parte bene, anzi benissimo e dopo sette minuti sette ( lasciamo ai romantici dire che era l’ottavo…come otto è il numero di maglia di Lamela ) il “Coco” ( questo il suo nomignolo al River Plate) prende palla sulla destra , arresto e tiro, una carezza docile al pallone, un sinistro liftato e vellutato che va a morire nell’angolino più lontano alle spalle dell’incolpevole Tsorvas! 1-0 fantastico e i tifosi come i compagni impazziscono di gioia per la prodezza della nuova stellina argentina. E se il buon giorno si vede dal mattino questo ragazzo fa ben sperare , ricordandoci come al suo esordio invece un altro astro nascente stavolta transalpino tre anni fa si presentò ai romanisti mangiandosi un gol a porta vuota nel pareggio casalingo con il Napoli ( 30 agosto 2008 Roma-Napoli 1-1 n.d.r.) Ricordate di chi stiamo parlando? A buon intenditor poche parole… Il Palermo accusa il colpo ma non perde la testa, si riorganizza e dopo una ventina di minuti di nulla va vicino al pareggio. Ma al tiro a botta sicura di Zahavi, Stekelemburg risponde da campione con una parata in uscita bassa che vale quasi un gol. Ecco spiegato il tanto soffrire e il tanto aspettare quest’estate prima di potersi accaparrare il numero uno dell’Ajax e della nazionale olandese. Finalmente anche gli scettici si potranno mettere l’anima in pace.
Chi invece non si dà pace e non di dà per vinto è il fuocoso Mangia, giovane allenatore rampante rosanero. Il Palermo sa che la Roma calerà nella ripresa e così cerca in tutti i modi di approfittarne cercando un pressing più alto e ripartenze più veloci . La squadra giallorossa invece torna dagli spogliatoi concentrata e convinta e nella prima mezz’ora della ripresa se Osvaldo non fosse stato meno precipitoso e più freddo avrebbe chiuso la gara con largo anticipo. La squadra di Luis Enrique ha il merito di tenere alto il ritmo e di non farsi schiacciare ma ancora pecca di quel cinismo da grande squadra per chiudere le partite. Definitivamente. Così complice la stanchezza e il solito quarto d’ora finale ( ma se non è un problema fisico , allora è la mente a fermarsi? ) , la Roma crolla e lascia il passo al Palermo che con le nuove forze fresche Ilicic e soprattutto Miccoli mette a ferro e fuoco l’area di rigore romanista. Ma prima Stekelemburg , poi De Rossi ( per la verità è più Ilicic a sbagliare che il centrocampista di Ostia a salvare) e infine la sfortuna ( il tacco di Migliaccio esce davvero di un soffio…) negano alla squadra di Zamparini quello che poteva e che invece non è stato: un pareggio che tutto sommato non avrebbe fatto gridare allo scandalo a nessuno. E’ vero pure che oltre ad Osvaldo anche il talentuoso Lamela si era mangiato prima della sfuriata finale rosanero, un bel paio di occasioni niente male a due passi dalla porta, la prima calciando a lato a tu per tu con il portiere, la seconda invece mancando il passaggio decisivo a Pizarro per quella che davvero poteva essere la palla del raddoppio. Peccati di gioventù. Anche in questo caso comunque ad un 2-0 eventuale della Roma nessuno avrebbe potuto obiettare nulla. Fatto sta che per analizzare la partita odierna della Roma prendiamo in prestito le parole di capitan De Rossi in sala stampa che spiegando il modo di giocare di Josè Angel a nostro avviso inquadra perfettamente anche quella che è la peculiarità attuale di questa Roma Luis Enriquiana. Se con il passare del tempo aumenterà di molto la concentrazione anche nella fase difensiva questa squadra diventerà una grande protagonista nei prossimi anni a venire. La qualità ed il talento non mancano , l’esperienza pure. Tre mesi e in questo Luis Enrique forse ha ragione sono troppo pochi per dare una fisionomia perfetta ed equilibrata alla squadra, ma resta il fatto e anche oggi ne abbiamo avuto prova in diverse occasioni, che nonostante interpreti diversi, la Roma soffre sempre , troppo e maledettamente in difesa, quasi come se ad un tratto si spegnesse la luce e venisse a mancare la giusta concentrazione. Per diventare una grandissima squadra sicuramente ancora manca qualcosa, per oggi accontentiamoci dei tre punti.
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