Sconfitta! La Roma cede il derby alla Lazio Stampa E-mail
Scritto da Luca Di Giovanni   
Martedì 18 Ottobre 2011 09:32

Eccolo il derby! Finalmente il derby!  Causa pausa della nazionale sono stati quattordici giorni lunghi, di attesa febbrile, pieni di ansie, chiacchiere, paure, amuleti, sfottò e riti scaramantici tutti volti alla tanto attesa stracittadina della capitale. A vincere stavolta è stata la Lazio di Reja che dopo ben cinque sconfitte consecutive riesce a sfatare quella che pericolosamente stava diventando una sorta di maledizione. Tabù sfatato quindi e una sorta di rivincita per il tecnico goriziano nei confronti  soprattutto di Francesco Totti , il grande assente della sfida , che solo pochi giorni prima lo aveva punzecchiato in conferenza stampa.

Dicevamo della vittoria finale della Lazio, una vittoria ottenuta con le unghie, con la voglia , con la tenacia fino all’ultimo secondo ( per la precisazione ne mancavano solo 24 …) e con quel predatore dell’area di rigore che è Klose che ha messo da bomber mai indomito, il suggello finale su quella che è la vittoria più bella, perché sofferta, perché proprio all’ultimo, perché proprio in un derby.

Di contro la Roma ci ha messo molto del suo, a cominciare dalle scelte non proprio strategiche di Luis Enrique che lascia in panchina Pizarro per Gago ( mai titolare quest’anno), ma soprattutto Kjaer in campo a discapito di Juan  ( ancora una volta nemmeno convocato )ma soprattutto di Burdisso che , il tecnico in sala stampa proverà a discolparsi dichiarando di averlo visto troppo stanco dopo il doppio impegno della nazionale argentina e le tante ore di aereo e fuso orario ancora da smaltire. Inoltre il giovane tecnico spagnolo imbottisce la squadra di giovani , e di debuttanti, alla fine se ne conteranno ben nove , dieci se consideriamo come debuttante lo stesso allenatore! E in un derby, soprattutto quello romano tanta inesperienza e poca malizia si pagano di solito a caro prezzo.

E’ vero che parlare dopo è sempre più facile, ma è anche vero che stavolta i fatti hanno impietosamente condannato le scelte del tecnico asturiano. Una Roma discreta aveva controllato senza troppi affanni una Lazio spaventatissima soprattutto dopo il quarto sigillo consecutivo di Osvaldo, di perdere l’ennesimo derby. E così senza strafare anzi divorandosi un paio di palle gol clamorose aveva chiuso i primi quarantacinque minuti indenne e in vantaggio. Ma si sa i derby vanno giocati fino all’ultimo e al sesto della ripresa una sciocchezza di Kjaer spiana la strada alla Lazio. Il rigore è generoso ma ci può stare, del resto il volo carpiato da oscar del non longilineo Brocchi ad una prima visione può stonare, ma il fallo seppur lieve c’è, come la stupidaggine di proporzioni colossali del difensore danese. Il cartellino rosso oltre ad essere stupido ed esagerato non è colpa del pessimo Tagliavento ma di un regolamento che si ostina a non capire che già la punizione è severa con il rigore contro, esagerata addirittura se poi l’autore del penalty che non abbia commesso né falli violenti o in cui ferma una chiara occasione da gol, viene anche allontanato dal campo di gioco.

Dal dischetto Hernanes ( uno dei migliori dei suoi ) con freddezza fa uno ad uno.

E da qui nasce un’altra partita. Più intensa , più vivace. La Lazio impaurita e timorosa della prima frazione di gioco anche con l’aiuto del suo pubblico riprende fiato e forze e complice la superiorità numerica schiaccia la Roma nella propria area cercando in tutti i modi la vittoria. Ma se prima su Lulic e Klose è bravo Stekelemburg, è la sfortuna più nera a fermare il gran tiro al volo di Cissè che va a stamparsi sul palo con il portierone romanista ampiamente battuto!

La Roma nel secondo tempo frena molto , tiene poco palla e complice anche una direzione di gara discutibile dell’arbitro fa poco per allentare la pressione biancoceleste. Qualche occasione da gol la squadra di Luis Enrique per la verità se  la procura anche, ma poca roba  in confronto  alla mole di gioco enorme che i laziali hanno puntualmente costruito nei secondi quarantacinque minuti di gioco. C’è da dire è vero che la superiorità numerica ha di molto favorito la squadra di Reja , che è stato abile nel bloccare De Rossi unica fonte di gioco romanista, e spingere sul lato debole della Roma cioè le fasce laterali soprattutto in fase difensiva, con Rosi prima e Casetti poi in grande difficoltà senza contare i continui affanni di Josè Angel, trovando appunto proprio nel finale di gara il giusto premio a tanta tenacia e convinzione. Certo se Tagliavento non avesse fermato Osvaldo negli ultimi secondi di gara lanciato a rete per non si sa quale fallo commesso, magari staremmo tutti qui a parlare di tutt’altra partita, ma gli errori di Luis Enrique ( perché Pizarro non è entrato prima ?, perché Simplicio out,e  Kjaer  in campo? ) hanno condannato la Roma al primo stop nella stracittadina dopo una lunga serie di successi e dopo quasi mille giorni di imbattibilità in un derby. Perché una delle tantissime regole non scritte del calcio ci racconta proprio che in fondo nel derby non importa come lo si vince, ma l’importante è vincerlo.

Luis Enrique si dice già carico per la sfida di ritorno consapevole che la sua giovane creatura è ancora paragonabile ad un bimbo in fasce, molto ancora dovrà essere fatto, molto costruito per far sì che questo importante e ambizioso progetto americano possa in qualche modo trovare un giusto compimento e un giusto equilibrio tra possesso palla e verticalizzazione improvvisa, entusiasmo  ed esperienza. L’esperienza che tanto è mancata nel derby ( non è un caso ma il migliore in campo dei giallorossi è stato il 33enne Heinze ), esperienza che avrebbe magari evitato di prendere gol all’ultimo secondo dell’ultimo minuto di gioco.

Reja che proprio su una squadra esperta e compatta ha puntato tutte le sue fiches, invece si gode finalmente la vittoria in un derby , la prima per lui come la prima vittoria da allenatore in assoluto contro la Roma, facendo così almeno momentaneamente pace con il pubblico di fede laziale in una sorta di armistizio dialettico che siamo sicuri durerà almeno fino al derby di ritorno. Per Reja come per tutto il popolo laziale ( e sono proprio parole dette dal tecnico friulano alla vigilia…) con la vittoria di ieri si è avverato una grande sogno  sportivo. A volte le persone si accontentano di veramente poco nella vita…

 
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