Il Risorgimento visto dai pittori soldato – La mostra alle Scuderie del Quirinale Stampa E-mail
Scritto da Vladimyr Martelli   
Mercoledì 05 Gennaio 2011 09:26


Uno dei maggiori eventi preparati per commemorare l’anniversario dell’Unità d’Italia è la mostra sui Pittori del Risorgimento allestita presso le Scuderie del Quirinale. Il complesso, ora adibito a spazio di esposizione museale è stato costruito nell'arco di un decennio (1722 - 1732): il palazzo delle Scuderie al Quirinale delimita, con il Palazzo del Quirinale e quello della Consulta, lo straordinario spazio urbano al centro del quale è posta la fontana con le statue dei Dioscuri e l’obelisco ritrovato nell'Ottocento nei pressi del Mausoleo di Augusto.  In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, all’interno del palazzo è stata allestita una grande mostra per illustrare come la pittura italiana abbia rappresentato gli eventi che tra il 1859 e il 1861 portarono il nostro Paese alla conquista dell’indipendenza e dell’unità nazionale. La mostra sarà visitabile fino 16 gennaio 2011. L’esposizione presenta  le opere dei maggiori artisti della pittura italiana dell’epoca, esponenti della scuola lombarda quali Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Domenico e Gerolamo Induno, Eleuterio Pagliano, Federico Faruffini, dell'avanguardia macchiaiola toscana come Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Odoardo Borrani e della scuola napoletana come Michele Cammarano e Giuseppe Sciuti. Le opere evidenziano, ed è il filo rosso della mostra, una commossa rappresentazione dell’adesione popolare degli accadimenti di quegli anni rispetto a una celebrazione più tradizionale e retorica. I dipinti, come quelli di Fattori e Gerolamo Induno, che rappresentano le fondamentali battaglie per la conquista dell’unità, pur con linguaggi diversi, hanno ottenuto lo stesso obiettivo: rappresentare le fondamentali battaglie per la conquista dell'unità spostando l'attenzione dagli aspetti militari e celebrativi a quelli ideali e popolari. Pittori cosiddetti soldati, convinti patrioti che presero parte in prima persona a molte della battaglie che sono state riprodotte nelle quaranta opere esposte, provenienti da 28 prestatori. Opere che rappresentano battaglie vere, in uno spettacolo di cannoni, carne e polvere, ma anche gli affetti e l’intimità della famiglia, attraverso lettere e giornali d’epoca. L’impressione, nel vedere l’esposizione per intero, è quella di una compostezza anche nei momenti drammatici della guerra che in qualche modo sembrano essere tenuti sotto controllo. La descrizione non è eroica, di quell’eroismo intriso di retorica ufficiale, bensì umile, tesa alla descrizione dell’evento partendo dai fatti quotidiani e dai piccoli fatti che rendono grandioso il momento descritto. Guerre fatte di volontari e poveri uomini e non da grandi generali in alta uniforme. La battaglia di Cernaia di Gerolamo Induno racconta le fazioni in lotta che curano i propri feriti; viene raccontata la sofferenza della guerra: al centro del quadro è rappresentato il momento dell’estrema unzione dato da un cappellano al soldato nemico moribondo tra le braccia di una suora; quella medesima sofferenza che porterà Henry Dunant, osservatore nella cruenta battaglia di Solforino, alla decisione di costituire la Croce Rossa, che venne fondata nel 1864. Sofferenza nel campo di battaglia ma anche tra le mura di casa. Le donne sono anch’esse protagoniste nei quadri e sono descritte in vario modo. Induno le rappresenta ad esempio morenti come nel quadro molto bello dal titolo “La trasteverina uccisa da una bomba”: la giovane donna  viene uccisa da una bomba mentre sta cucendo un corredo nella sua povera casa. Ma le donne del Risorgimento gemono, piangono, come la donna nel quadro sempre di Induno “Imbarco a Quarto di Garibaldi”, cuciono bandiere, partecipano alla vita Risorgimentale  e la rappresentano, come nel quadro di Hayez, “La meditazione – sottotitolo - L’Italia nel 1848” dove più dell’eroismo viene rappresentato il sentimento e la commozione profonda, tra i caratteri dominanti che costituiscono la nascita della nuova nazione italiana e che sono ampiamente rappresentati dalla mostra. Davanti a tutto questo, davanti alla rappresentazione di ciò che è stato e di come eravamo, le beghe da condominio proprie che caratterizzano l’attualità si fanno ancora più piccole, così come senza senso paiono alcune affermazioni leghiste che mirano a creare la disunità d’Italia; il sonno della ragione, ed anche della memoria, genera mostri (Goya) … Ma tant’è …

 

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